Cronaca

Caso Aurelia Sordi: "la chiave è il testamento"

Repubblica sostiene che il tentativo di circonvenzione potrebbe essere nato dalla decisione della donna di destinare l'eredità ad una fondazione. Sentite altre due persone

Si infittisce sempre di più il caso intorno ad Aurelia Sordi. Dopo le audizioni di due giorni fa, emergono pesanti indiscrezioni e novità. Stando a quanto riportato da "Repubblica", tutto ruoterebbe intorno al testamento milionario della donna. Tre anni fa, la sorella dell'indimenticato Albertone avrebbe disposto che tutti gli averi della famiglia finiscano, dopo la sua morte, ad una fondazione che porta il nome di suo fratello. 

Proprio dopo questa decisione, quindi, sarebbe nato il tentativo di circonvenzione di incapace che poi ha portato Aurelia Sordi a firmare la procura generale, per muovere i soldi di tutti i suoi conti, ad Arturo Artadi. Indiscrezioni a parte, comunque, le indagini vanno avanti e continuano le audizioni. Nella giornata di ieri il procuratore Albamonte ha ascoltato Antonino Chini, amico storico della famiglia Sordi. L'uomo era uno dei delegati a disporre di un conto per le spese ordinarie dell'anziana ma avrebbe detto al pm di essere stato lentamente escluso, fino alla procura generale firmata ad Artadi. 

Di pari passo continuano gli accertamenti medici per appurare la condizione di salute della 95enne. Proprio per questo è stato sentito il professor Lenzi, il neurologo che a fine 2011 aveva visitato la sorella di Sordi. Restano comunque i dubbi sullo stato di Aurelia Sordi ed entro venerdì sarà disposta la perizia psichiatrica. 

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