Uomo muore per un ritardo della ambulanza: "Denuncia alla Procura per omissione di soccorso"

L'atto del Codici dopo il decesso di Augusto Raso, avvenuto al Vannini il 7 gennaio. Giacomelli: "Accertare le eventuali responsabilità". Chiesta una relazione dettagliata dalla Direzione Regionale Sanità

Una denuncia alla Procura della Repubblica per "Omissione di soccorso". Questa l'azione annunciata dal Codici dopo la notizia della morte di Augusto Raso, 58enne residente al Prenestino, deceduto il 7 gennaio dopo essere arrivato all'ospedale Vannini di via di Acqua Bullicante.
Alla base dell'atto giudiziario la denuncia di Eleonora Raso, figlia dell'uomo, resa pubblica sulle pagine de Il Messaggero.

RITARDO DELL'AMBULANZA - Secondo il racconto della figlia 28enne la causa della morte del padre sarebbe da anche addebitare ad un ritardo nell'arrivo dell'ambulanza che avrebbe costretto la stessa figlia, con l'aiuto del fidanzato e di altri vicini, a portare l'uomo al nosocomio romano, dove è poi morto poco dopo, autonomamente.

DENUNCIA ALLA PROCURA - Un caso di 'malasanità' che ha trovato la reazione del Codici (Centro per i Diritti del Cittadino) una volta appresa la notizia: "La tragica vicenda non fa altro che confermare una situazione di sempre maggiore criticità, che vede un sistema emergenziale che si trova di fronte a rilevanti disagi nell’affrontare e reagire prontamente ai bisogno della collettività. Nello specifico, quello delle ambulanze è un problema ormai consolidato nei Pronto Soccorsi romani, solo ieri, ad esempio, le agenzie stampa riportavano la sconcertante notizia di ben 39 ambulanze ferme in diversi ospedali di Roma e Provincia. Oltre un quarto dei mezzi di soccorso generalmente operativi sul territorio erano fermi nelle accettazioni e nei Pronto Soccorsi, impossibilitati a liberare le barelle".

ACCERTARE LE RESPONSABILITA' - Una morte che secondo il Segretario Nazionale del Codici Ivano Giacomelli non può rimanere senza risposte: "I tragici fatti accaduti nella giornata di ieri sono sconcertanti e devono essere al più presto accertati per stabilire le eventuali responsabilità  – commenta Ivano Giacomelli –. Per questo Codici annuncia che invierà denuncia alla Procura per omissione di soccorso. I tempi di reazione per arginare l’infarto sono infatti molto brevi, se non si interviene in tempo il paziente può facilmente incontrare la morte. Quello che ci preme sottolineare, oggi come già da molto tempo, è che è assolutamente necessaria una completa riforma del servizio di emergenza del 118, che da molti anni versa in condizioni problematiche. Solo una completa riforma del settore, infatti, potrà garantire che situazioni come quelle di ieri, che vedono pericolosi blocchi del sistema con ambulanze ferme nei Pronto Soccorsi, andranno gradualmente a scomparire".

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RELAZIONE IN REGIONE LAZIO - A cercare di fare luce su quanto accaduto la mattina del 7 gennaio al Prenestino anche la Regione Lazio che in una nota stampa precisa: "La Direzione Regionale Sanità ha chiesto alla Direzione dell’Ares 118 una relazione dettagliata sulla vicenda dell’uomo di 58 anni colpito da infarto che sarebbe stato soccorso troppo tardi secondo la denuncia della famiglia.  Dalle prime informazioni assunte l’ambulanza ha raggiunto la destinazione in 16 minuti dal momento della chiamata e non oltre mezz’ora, come riportato dai quotidiani. La relazione servirà a chiarire  minuto per minuto la dinamica dei fatti".

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