Corso Francia: sfida alla sorte passando con il semaforo rosso tra le auto che sfrecciano

La morte di Gaia e Camilla ha riacceso i riflettori sulla pericolosità del tratto di strada dove si è consumata la tragedia

Ragazzi attravesando corso Francia con il semaforo rosso e fuori dalle strisce pedonali

Una sfida alla sorte attraversando con il semaforo rosso fuori dalle strisce pedonali fra le auto che sfrecciano su corso di Francia. Il tutto ripreso in un video di pochi secondi divenuto virale sulle chat dei gruppi di genitori e di abitanti di Roma nord. Poco più di tre secondi nei quali si vedono due adolescenti scavalcare il guard rail ed attraversare la strada fra le auto che sfrecciano con il semaforo verde per raggiungere l'altra parte della strada, a poche centinaia di metri dove Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli sono morte dopo essere state investite dall'auto condotta da Pietro Genovese, agli arresti domiciliari con l'accusa di omicido stradale plurimo.

Si riaccendono quindi i riflettori sulla pericolosità del tratto di corso di Francia dove si è consumata la tragedia che ha colpito non solamente le tre famiglie direttamente coinvolte, ma tutta la cittadinanza. "Un attraversamento folle" come viene definito sulle chat dei genitori dove il video è divenuto virale e argomento di accese discussioni con la Capitale che si è fermata in un commosso saluto per i funerali delle due ragazze celebrati nella parocchia  Preziosissimo Sangue

"Di loro ricordo soprattutto il sorriso. Erano due ragazze gioiose". A dirlo all'Adnkronos, Martina, una compagna del liceo De Sanctis di Gaia e Camilla, di un anno più giovane. "Conoscevo meglio Gaia rispetto a Camilla, non le frequentavo, ma a scuola ci conosciamo un po' tutti. Mi ricordo il loro sorriso in corridoio", aggiunge Martina entrata insieme a una sua amica in chiesa per partecipare al rito funebre che si è svolto venerdì 27 dicembre nella chiesa di via Flaminia Vecchia a Roma Nord.

 "Mi sembrava giusto oggi rendere omaggio a Gaia e Camilla, siamo in tanti qui del De Sanctis", le parole della liceale. E sugli arresti domiciliari di Pietro Genovese, il responsabile dell'investimento avvenuto a Corso Francia, la giovane dice: "è un fatto che poteva accadere a chiunque. Probabilmente la velocità ha inciso. Quella è una strada pericolosa, davvero pericolosa". 

Celebrati i funerali delle due amiche, il Gip ha fissato per il prossimo 2 gennaio l'interrogatorio di garanzia di Pietro Genovese. 

Ad ascoltarlo sarà il gip di Roma, Bernadette Nicotra che nell'ordinanza di custodia cautelare ha scritto così: "Pietro Genovese al volante guidava con imprudenza e imperizia e teneva una velocità superiore al limite consentito di 50 Km/h". Il ragazzo guidava inoltre senza tenere conto delle "condizioni della strada e del traffico così da non poter arrestare tempestivamente il veicolo a fronte di un ostacolo prevedibile".

Il gip Nicotra, tuttavia, ha evidenziato anche altri punti. Gaia e Camilla, secondo il giudice, hanno infatti attraversato la strada col semaforo rosso, tenendo una "condotta vietata, incautamente spericolata, così concorrendo alla causazione del sinistro mortale".

"Nella ricostruzione di un incidente stradale, nella sua dinamica e nella sua eziologia, il giudice di merito deve necessariamente tenere conto delle condotte dei singoli utenti della strada coinvolti - si legge nell'ordinanza - per accertarne le responsabilità, determinare l'efficienza causale di ciascuna eventuale colpa concorrente".

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"Alla luce di quanto accertato in questa prima fase - scrive ancora - le due ragazze, in ora notturna e in zona scarsamente illuminata e con pioggia in atto", stavano "attraversando la carreggiata, scavalcando il guard rail, nel momento in cui il semaforo era fermo sulla luce rossa per i pedoni".  

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