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Lunedì, 5 Dicembre 2022
Cronaca Garbatella / Via Cristoforo Colombo, 44

G20 a Roma: attivisti per il clima bloccano via Cristoforo Colombo

Una cinquantina le persone che hanno espresso il loro dissenso contro il summit dei grandi della terra che si terrà nel weekend alla Nuvola

"Siamo qui perché i governi del G20 hanno fallito". Questo il motivo che ha portato gli attivisti del Climate Camp Roma a bloccare in modo non violento via Cristoforo Colombo, strada che porta alla Nuvola dell'Eur dove questo weekend si terrà il summit dei grandi della terra alla Nuvola dell'Eur. Una cinquantina gli attivisti che intorno alle 8:00 si sono sdraiati sulla strada all'altezza del Ministero della Transizione Ecologica. Da qui l'intervento della polizia in tenuta antisommossa che ha spostato i manifestanti liberando la strada. Nessun problema di ordine pubblico. 

Attivisti per il clima bloccano via Colombo

A spiegare le ragioni del blocco gli stessi attivisti del Roma Climate Camp: "Abbiamo deciso di intervenire, di prendere parola ed alzare la voce, di bloccare questa arteria cittadina e catturare l’attenzione perché quanto si sta decidendo, a porte chiuse e senza agende pubbliche, nel vertice conclusivo del G20 è completamente inadeguato rispetto agli scenari catastrofici che vediamo delineati nel presente e nel futuro su questo questo pianeta. Per questo stiamo bloccando in modo nonviolento via Cristoforo Colombo. Perchè è la via che conduce ad un vertice che contestiamo senza appello. Perchè è qui che ha sede il Ministero della Transizione Ecologica, che ha dimostrato in questi mesi di essere uno strumento ipocrita nelle mani della elitè del fossile che riesce così a mantenere profitti e potere anche quando l'emergenza climatica e i suoi responsabili sono sotto gli occhi di tutt*. Ieri in Canada e Cina, oggi in Sicilia, domani in qualche luogo del mondo.

Climate Camp G20 Roma

Siamo qui perché i governi del G20 hanno fallito. Il vertice del G20  sfoggia parole pompose come People Planet and Prosperity, ma dimostra con il proprio agire che l'unico obiettivo è una quarta P, il Profit. Abbiamo la certezza di saper riconoscere la difesa degli interessi del capitale e della finanza nelle scelte politiche del G20, e l'assenza assoluta di ascolto e partecipazione delle comunità interessate siano queste le comunità indigene, le popolazioni di terriitori fuori dalle 20 nazioni o le stesse comunità dei territori massacrati in decine e decine di anni anche in questa parte del mondo.

Il 2 novembre inizierà la COP 26 in Scozia. Gli stessi capi di stato qui presenti si sposteranno lì, e il rischio che il vertice si concluda con l'ennesimo rinvio fatto di promesse non vincolanti e accordi blandi è evidente a tutt*. E' gravissimo. Siamo qui perché c’è una catastrofe da fermare, ma è una catastrofe con nomi e cognomi ben precisi. Siamo arrabbiat*, perchè davanti alle ingiustizie sociali ambientali ed economiche così evidenti in questi ultimi due anni di pandemia, o ti arrabbi, o sei complice.

Non partiamo da posizioni ingenue. Sappiamo che anche la più blanda delle ristrutturazioni del sistema logistico e produttivo ha un costo, anche in termini occupazionali e per questo parliamo di necessarie e urgenti riconversioni. Non possiamo condividere una politica che costringe una parte del mondo e/o della società a pagare i costi della parte più ricca. Siamo qui unendoci in solidale sorellanza con chi manifesterà dal 2 novembre a Glasgow per la Cop26. Siamo qui perché è necessario unirsi assieme per sradicare un sistema economico che provoca morte e distruzione ovunque nel mondo. Ai G20 diciamo: da Roma a Glasgow le vostre soluzioni sono il problema". 
 

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