Cronaca

Attentato Strasburgo, giovane romano: "Noi salvi grazie ad un ritardo del bus"

Umberto La Morgia racconta: "Io e i miei compagni di viaggio stavamo per recarci proprio in quella zona prima che ci avvisassero dell'attentato"

"Ci siamo salvati solo grazie a un ritardo del bus che ha sbagliato strada appena arrivati a Strasburgo (qui le notizie sull'attentato). Non riesco ancora a credere a quanto accaduto, per una manciata di minuti non ero davanti al ristorante dove ci sono stati dei morti". A raccontare quelle interminabili ore è Umberto La Morgia, 29 anni nato a Roma e originario dei Parioli, che da anni vive e lavora a Bologna.

Il ragazzo, la mattina all'alba, aveva raggiunto a Verona un gruppo di giovani esponenti della Lega che aveva organizzato un viaggio per incontrare a Strasburgo due europarlamentari la sera, a cena. Nei giorni a seguire poi, era prevista una visita al Parlamento e qualche passeggiata. 

"Siamo partiti  in bus e dovevamo arrivare a Strasburgo nel tardo pomeriggio - racconta La Murgia a BolognaToday – ma  arrivati nella città francese  l’autista ha sbagliato due volte strada, facendoci arrivare al b&b in ritardo. Arrivati abbiamo scaricato le valigie, preparandoci di corsa per la cena con i due europarlamentari,  ma quando eravamo pronti a salire sul bus con dieci minuti di ritardo rispetto all'orario stabilito per l'incontro al ristorante, ci hanno bloccato dicendo che c’era stata una sparatoria davanti al locale. Non capivamo, ci hanno barricato nelle stanze avvisando la Farnesina, e  solo dai tg abbiamo appreso quanto successo".

Ancora scosso, il 29enne incalza: "Siamo rimasti chiusi nel b&b fino alle 15 di ieri (12 dicembre, ndr), nessuno poteva abbandonare o allontanarsi dalla struttura. Dovevamo essere fuori da quel ristorante all’ora in cui c’è stato l’attentato, magari qualcuno stava fumando e si sarebbe beccato qualche proiettile. La cosa impressionante è che eravamo appena arrivati per una cosa bella, e solo grazie a dei ritardi, a un percorso sbagliato siamo scampati a una strage".

Rientrato stanotte a Bologna, il giovane conclude: "Siamo ripartiti il prima possibile dopo aver fatto una breve visita al Parlamento.  Mi sento un miracolato, io così come tutto il gruppo di giovani con il quale ero lì. Siamo stati fortunati, possiamo raccontarlo, ma il pensiero va inevitabilmente a chi ha perso la vita o chi in questo momento lotta per vivere. E' stato solo un caso che l'intero gruppo non rimanesse coinvolto in una strage".

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