Attentato alla sinagoga, Raggi: "Dopo 35 anni, Roma non dimentica il piccolo Gaj Tachè"

L'attacco terroristico al Tempio il 9 ottobre del 1982

Si è svolta questa mattina davanti alla Sinagoga di Roma la cerimonia a ricordo della morte del piccolo Stefano Gaj Tachè e dell'attentato al Tempio del 9 ottobre 1982. Il tragico anniversario è stato ricordato dal Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, dalla presidente della Comunità ebraica, Ruth Dureghello, dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, e dall'assessore al Lavoro, Pari opportunità e Personale della Regione Lazio, Lucia Valente. Prima di recarsi al palazzo della Cultura, per un incontro tra le autorità e gli studenti delle scuole ebraiche, Raggi ha deposto una corona d'alloro del Comune di Roma al Tempio.

"Ancora troppe sono le responsabilità non accertate. Perchè non indagare e comprendere?- si è chiesta dal palco del cortile del palazzo della Cultura, Dureghello- Perchè non aprire gli armadi secretati? Perchè non si parla dei responsabili di quell'attentato? Sono stati i terroristi palestinesi, è ora di finirla con questi tabù. E con l'intolleranza. La nostra città e la nostra storia ci hanno insegnato che si può vivere insieme senza odio e senza intolleranza".

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"L'amministrazione capitolina e la Comunità ebraica di Roma hanno voluto con forza questo momento di ricordo nel 35esimo anniversario del vile attentato: per non dimenticare. Roma è stretta nel ricordo del piccolo Stefano, con quello stesso sgomento e dolore che provò subito dopo l'attentato di trentacinque anni fa al Tempio Maggiore" le parole della sindaca di Roma, Virginia Raggi. "Roma non ha mai dimenticato quel giorno. Roma non ha mai dimenticato, e mai dimenticherà, il nostro piccolo Stefano. La storia di Stefano Gaj Taché" ha continuato "ispira momenti di profonda riflessione sul nostro essere comunità, sui valori di pace e di accoglienza in cui ci riconosciamo con convinzione. Uno dei nostri compiti è proprio quello di attualizzare la memoria, per trasmetterla ai nostri giovani". 

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