Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Attentato Barcellona, il racconto di un romano: "Ho visto uccidere persone davanti ai miei occhi"

L'ex assessore del IX municipio, Alessio Stazi: "Sono vivo solo perché non sono riusciti ad ammazzarmi, ma io ero lì nel mezzo, li ho visti"

L'attentato di Barcellona vissuto sulla propria pelle, a pochi metri dalla propria abitazione. Tanti gli italiani nel capoluogo catalano e tante le testimonianze dello schianto che ha provocato 13 morti e un centinaio di feriti. Tra i testimoni anche Alessio Stazi, 29enne romano, ex assessore all'Ambiente del IX municipio durante l'amministrazione Marino, da qualche anno trasferitosi proprio a Barcellona. 

L'attentato di Barcellona su Facebook

Stazi ha scelto facebook per raccontare quanto accaduto. Sono gli attimi successivi allo schianto del van e scrive: "Sono chiuso in un bar ad un paio di chilometri dalla rambla, tutto si sta svolgendo a pochi metri da casa mia e per questo non posso tornare a casa. È stato terribile,è stato terribile percepire di essere nel mirino, puntato dal camion. È stato terribile vedere persone colpite volare via di fronte a me, è stato terribile scappare via con la paura di essere uccisi".

Tutti gli aggiornamenti sull'attentato a Barcellona

La rabbia dopo l'attentato sulla Rambla

Quindi la rabbia: "Ho una rabbia infinita che non sa spiegare come si possa attentare così alla vita umana; ma allo stesso tempo una rabbia infinita verso la polizia spagnola che sta sulla Rambla, precisamente quelle pattuglie, sempre pronte e presenti per una quantità infinita di stronzate: dal pischelletto che va in giro in bici sulla rambla, al turista che beve una bottiglia, al pakistano che vende selfiestick, quello che tira la cartaccia, al ragazzo di colore che non può vendere un paio di scarpe come se fosse un crimine. E quando si tratta di fermare un camion che investe chiunque non c'è stato un poliziotto che lo ha fermato all'inizio della rambla o abbia sparato un solo colpo prima che iniziasse ad investire gente".

"Non so dove sono i miei amici e non capisco ancora cosa sia successo"

Tornato a casa Stazi, ancora sotto choc, ha chiesto notizie dei suoi amici: "Sono vivo solo perché non sono riusciti ad ammazzarmi, ma io ero lì nel mezzo, li ho visti, in pochi secondi ho visto uccidere non so quante persone di fronte ai miei occhi. Non so dove sono i miei amici e non capisco ancora cosa sia successo".

"Salvati da un macaron"

Al Corriere della Sera Celeste Gallieri, romana, in vacanza a Barcellona con il marito e la figlia, racconta la sua esperienza: "La cucciola aveva fame e ha voluto mangiare qualcosa prima di rientrare in zona hotel. Rambla Liceu. Quindi abbiamo tardato. Rientrati abbiamo lasciato lo zaino in hotel e siamo andati a mangiare alla Boqueria verso le 15. Quindi volevamo andare a placa Catalunya da Starbucks ma cucciola voleva un macaron e siamo tornati indietro. Stanchi e accaldati abbiamo optato per una doccia e abbiamo sentito dalla stanza il botto, le grida, visto la gente che correva e la polizia arrivare in meno di un minuto. Mia figlia ha creduto alla storia di un incidente stradale, ma solo l'innocenza dei 6 anni le fa credere che siamo chiusi in hotel per un incidente. La polizia è qui, aspettiamo. Con paura. Da vicino. Troppo. Salvati da un macaron...". 

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