Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Atac, Legambiente: "Metrobus non si tocca. Ne pagerebbero il prezzo i cittadini"

Legambiente sostiene che se Atac uscisse dal Consorzio Metrobus a pagare sarebbero i pendolari. Chiede, dunque, a Regione e Comune di convocare incontri specifici con le associazioni, i sindacati e i comitati

L’annuncio della possibile uscita di Atac dal consorzio Metrobus a partire da gennaio 2012 genera allarme in Legambiente che afferma di aver appreso la notizia “con estrema preoccupazione”. Secondo Cristina Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, “la decisione non sarebbe affatto indolore, anzi a pagarne il prezzo più alto sarebbero come al solito i cittadini pendolari che ogni giorno si servono della rete integrata per i loro spostamenti. L'integrazione tariffaria tra i vari mezzi pubblici è stata un'importantissima introduzione degli anni '90, ora sarebbe come tornare indietro di 20 anni penalizzando chi viene da fuori Roma e dalle estreme periferie romane verso il cuore della città”.

“Ogni giorno, più di mezzo milione di pendolari si muove coi mezzi pubblici verso la Capitale: circa 360mila sui treni della rete metropolitana, 75mila sulla ferrovia Roma Nord, 90mila sulla ferrovia Roma-Lido e molti altri sulle tratte servite da Cotral”.

Legambiente è deciso nel dire che “Metrebus non si tocca, basta con le minacce e stop a tagli del servizio, licenziamenti, serve un miglioramento della qualità, ancor di più in questi anni nei quali i numeri del pendolarismo continuano a crescere - ha continuato Avenali-. Se il motivo di queste notizie fossero, poi, scaramucce politiche tra Regione, Comune e Atac, o addirittura l'assenza di un indirizzo politico a favore del trasporto pubblico da parte dell'amministrazione, allora saremmo alla follia”. L’associazione ambientalista chiede dunque a tutte le parti in causa “un'assunzione di responsabilità: di mezzo c'è la delicatissima questione della mobilità di quelle fasce di popolazione -spesso le più deboli- che fanno affidamento per i loro spostamenti sul trasporto pubblico”. Legambiente esorta Regione e Comune a convocare incontri specifici con le associazioni, i sindacati, i comitati: “tra annunci di tagli in manovra finanziaria, aumenti del biglietto e licenziamenti dei lavoratori, il servizio pubblico è sempre più appeso a un filo e da parte delle istituzioni non c'è nessuna ricerca del confronto con chi quotidianamente lavora sul tema”.

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