Portonaccio, orrore all'asilo: "Pulisci la pipì o ti ci metto la faccia"

"Vogliamo sapere la verità". Proteste di mamme e papà davanti l'asilo di Portonaccio. La maestra arrestata ripresa più volte dai colleghi per i suoi metodi violenti

Portonaccio: la scuola dell'infanzia di via San Romano 93

"Vogliamo sapere la verità, siamo increduli, cadiamo dalle nuvole". A poche ore dagli arresti di una maestra e della coordinatrice dell'asilo di via San Romano 92 nella zona di Portonaccio cresce lo sgomento tra i genitori degli alunni della scuola del Tiburtino. Scuola dell'infanzia dove stamattina la didattica ha proseguito normalmente il giorno di lezioni. Nonostante ciò diversi genitori si sono radunati davanti all'istituto per chiedere spiegazioni, mentre alcuni si dicono intenzionati a ritirare i figli dalla scuola: "Vogliamo vedere i video registrati dalla polizia in aula e capire che cosa succede in questa scuola. Noi non ne sapevamo nulla“.

PARTICOLARI INQUIETANTI - Intanto emergono particolari inquietanti sui metodi messi in da Franca Mattei, la maestra di 63 anni posta agli arresti domiciliari assieme alla coordinatrice Maria Rosaria Citti, 57 anni, per i reati di maltrattamenti e percosse in danno di minori. Notizia crimis acquisita in seguito alla segnalazione proveniente da persone gravitanti all’interno dell’ambiente scolastico nonché da alcuni genitori che riferivano di presunti maltrattamenti e vessazioni posti in essere da una maestra e commessi in danno di alcuni alunni minori di 4 anni. Gli investigatori, durante tale fase, accertavano la commissione di numerosi comportamenti violenti, vessatori, offensivi e mortificanti della dignità dei bambini affidati ad essa durante l’orario scolastico.

"PULISCI LA PIPI'" - Particolare menzione merita l’episodio nel quale un bambino colpevole di essersi fatto la pipì nei pantaloni, veniva costretto dalla maestra ad inginocchiarsi e ad asciugarla con un fazzoletto di carta, dopo essere stato minacciato, davanti agli altri bambini, di fargliela pulire con la faccia. Numerosi sono stati gli eventi in cui la maestra è ricorsa alla violenza per ottenere l’obbedienza degli alunni.

CONDOTTA ILLECITA - Indagini secondo le quali la direttrice della scuola,  sarebbe stata a conoscenza della condotta illecita dell’insegnante, omettendo di prendere gli opportuni provvedimenti, in violazione dei suoi poteri-doveri di vigilanza e controllo, al fine di salvaguardare il buon nome dell’istituto “San Romano”. In seguito a questa preliminare attività d’indagine il Sostituto Procuratore titolare dell’inchiesta, dopo aver ascoltato le dichiarazioni dei potenziali testimoni, al fine di acquisire ulteriori elementi probatori, disponeva un’attività d’indagine tecnica che effettivamente forniva riscontri oggettivi circa i gravi ndizi di colpevolezza già evidenziatisi, in particolare, a carico della maestra 53enne.

CLIMA DI TERRORE - Tali condotte dell’educatrice, che generavano nei piccoli un clima di terrore, mettendoli in costante soggezione psicofisica, si manifestavano anche incitando  alcuni di loro, solitamente i più grandi, alla violenza e alla denigrazione in danno degli altri. Il comportamento della  maestra, fatto anche di insulti ed umiliazioni verbali, riguardava anche bambini portatori di disagi e difficoltà psicoinfantili. Venivano usati epiteti vari come "scemo", "zozzo" e "bastardo".

MAESTRA AVVERTITA - Dalle indagini è emerso inoltre, che nonostante la maestra fosse stata più volte, nel tempo, criticata e ripresa anche dalle sue colleghe circa i suoi metodi educativi, avvalendosi della protezione e della copertura della direttrice, continuava imperterrita nella commissione di tali illeciti, limitandosi esclusivamente a non assumere tali comportamenti in presenza di atro personale scolastico.

TUTTO A TACERE - Sempre secondo gli inquirenti, nel corso del tempo le diverse persone, docenti e non, che rappresentavano i comportamenti dell’insegnante alla direttrice, si sono sempre trovate davanti ad un “muro” o addirittura emarginate dall’ambiente, poiché la stessa cercava di mettere tutto a tacere, senza prendere alcun provvedimento,  inducendo al silenzio chiunque volesse evidenziare in qualche modo la errata sistematicità educativa che si teneva all’interno della scuola, in particolare nella suddetta  classe, ricorrendo anche a forme di intimidazioni e di ritorsioni, abusando dei propri poteri istituzionali.

REITERAZIONE DEL REATO - Visto quanto emerso dalle indagini, il Sostituto Procuratore dr. Eugenio Albamonte, soprattutto al fine di preservare i minori sottoposti al rischio evidente della reiterazione da parte della maestra delle condotte illecite in argomento, richiedeva con urgenza una misura cautelare al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, dott.ssa Elvira Tamburelli, la quale emetteva a carico delle due donne la misura cautelare degli arresti domiciliari.

ALEMANNO - "Si tratta di un caso gravissimo sul quale mi auguro gli inquirenti facciano immediatamente luce". Le parole del sindaco di Roma Gianni Alemanno in merito a quanto accaduto a Portonaccio. "Noi faremo il possibile per sapere come sono andate le cose e, se sono confermate, bisogna dare una reazione molto forte perché non è pensabile che si usino strumenti coercitivi di questo genere in una scuola materna - ha continuato - E' un episodio totalmente intollerabile e io sono dalla parte di tutte le famiglie romane e garantisco la qualità del servizio delle scuole materne romane"

VERIFICHE PSICOLOGICHE - "Sottoporre periodicamente a verifiche psicologiche i docenti". E' la proposta rilanciata dal sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, alla luce di quanto accaduto nell'asilo romano.  "Siamo alle solite e adesso decisamente non se ne può più. Il reiterarsi di crimini contro i bambini nelle scuole comincia a produrre una statistica tale da autorizzarci a parlare - afferma - di vera e propria emergenza, che non può più essere affrontata se non preventivamente. Intervenire dopo, quando cioè il danno è stato prodotto, significa condannare i piccolini a un difficile e lungo processo di recupero dei danni psicologici subiti, semmai riusciranno a dimenticare del tutto".

DIRITTI DEI MINORI - "Da anni l'Osservatorio sui Diritti dei Minori - chiosa il sociologo - propone una verifica psico- attitudinale annuale cui sottoporre gli insegnanti di ogni ordine e grado, non già per criminalizzare il corpo docente, che per la stragrande maggioranza è composto da professionisti seri e scrupolosi, bensì per sradicare le metastasi di un cancro troppo diffuso, che non sono poche. Eppure, la nostra proposta impatta sistematicamente con le logiche di soloni benpensanti che antepongono le ragioni di casta a quelle della tutela dei minori, oppure con ministri all'Istruzione decisamente inadeguati al ruolo".

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