Prima il pestaggio in una sala prove e poi l'aggressione razzista: arrestati trapper e picchiatori

I video delle violenze su YouTube. Tutti gli aggressori sono gravati da precedenti per reati contro la persona, tra cui lesioni personali e rissa

Una serie di pestaggi violenti, prima ai danni di alcuni "colleghi" e poi contro uno straniero. Una aggressione, questa, contornata da uno sfondo razziale. Hanno tra i 24 e i 36 anni i quattro pugili-trapper autori di due brutali pestaggi consumate tra marzo ed aprile 2020 a Roma.

A finire nei guai Alex Refice, noto come Sayanbull (24 anni), e altri tre suoi amici pugili M.P. (23 anni), T.B. (32 anni) e O.I.N. (36 anni).

Tutti esperti di arti marziali e pugilato, sono stati accusati dei reati di sequestro di persona, violenza privata, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, a conclusione delle indagini coordinate della procura di Roma e condotte dagli investigatori della Digos della Questura di Roma, diretti da Giampietro Lionetti.

A tradire gli indagati, tutti destinatari di ordinanza di custodia cautelare domiciliare, è stato il "film" delle violenze pubblicato a distanza di poche ore su Youtube, a ostentazione della brutalità con la quale le vittime sono state ripetutamente colpite fino a subire serie lesioni personali.

Il pestaggio nello studio di registrazione

Il primo episodio, che risale al 7 marzo 2020, secondo quanto ricostruito dalla Digos si consuma nella cornice del mondo trapper. Mancano pochi minuti alla mezzanotte quando il branco irrompe in uno studio di registrazione musicale dove altri trapper stavano facendo delle prove, dando così il via alla violenza cieca. I quattro, impedendo fisicamente ogni via di fuga, hanno colpito senza alcuno scrupolo le vittime anche con tecniche di arti marziali e pugilato.

Durante l'aggressione, le vittime, sanguinanti sono state costrette a restare in ginocchio e con lo sguardo rivolto in basso, a sottolinearne quella che gli inquirenti definiscono "la sottomissione agli aggressori". Le violenze si sono protratte per almeno un'ora, fino a quando i quattro si sono allontanati dalla sala di registrazione.

L'aggressione razziale a Roma

A tingersi di "discriminazione razziale, etnica e religiosa", è poi la seconda azione, accertata ad aprile, ma di cui non è ancora certa la data in cui è stata consumata. Secondo la ricostruzione i quattro si sono improvvisamente e senza alcun motivo scagliati su un passante, un cittadino di origini extracomunitarie, anche in questo caso mandando in scena un copione di violenza brutale che lascia a terra la vittima, priva di sensi.

Ad aggravare le immagini, commenti che documentano "l'oltraggio" che viene sbeffeggiata con la frase "questo è un uomo", quasi a "svilirne la dignità anche come vittima di violenza", secondo la Digos.

Tutti gli aggressori sono gravati da precedenti per reati contro la persona, tra cui lesioni personali e rissa, nonché, a diverso titolo, per porto d'armi ed oggetto ad offendere e, in un caso per reati contro il patrimonio. 

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