Voleva accompagnare la moglie a partorire ma era ricercato per una rapina, arrestato

Il 30enne era latitante dallo scorso 15 luglio quando provò a mettere a segno il colpo alla Banca Intesa di Nuova Ponte di Nona. Il complice venne fermato durante il tentativo

Tor Bella Monaca: via dell'Archeologia

E' caduto nella rete dei poliziotti dopo quasi tre mesi di latitanza. Ad incastrarlo l'amore per la moglie incinta, che il ricercato è andato a prendere sotto casa in via dell'Archeologia con l'intento di accompagnarla in ospedale a partorire. A finire in manette un 30enne residente a Tor Bella Monaca, che lo scorso 15 luglio tentò una rapina assieme ad un complice alla Banca Intesa-San Paolo di viale Francesco Caltagirone, nella Nuova Ponte di Nona.

LA RAPINA - I fatti si verificarono nel pomeriggio all'istituto bancario del quartiere del VI Municipio delle Torri. Qui il 30enne romano, assieme ad un complice, arrivò a bordo di uno scooter a forte velocità. Indossate delle parrucche bionde per camuffarsi e fare irruzione nella banca presa di mira, i due dovettero fare i conti con un poliziotto del Reparto Volanti libero dal servizio che riconobbe nei modi e nell’aspetto dei due giovani sospetti il prologo di una rapina.

FRATELLI ALL'INSEGUIMENTO DEI LADRI - Accortosi di quanto accaduto, l’agente, in compagnia del fratello di professione guardia giurata, cominciò e seguire le mosse dei due per sorvegliarne le eventuali intenzioni criminali. Una giusta intuizione con i rapinatori che alla fine si fermarono davanti la Banca Intesa-San Paolo al centro del loro interesse lasciando il motore acceso e facendo irruzione all'interno del'istituto di credito.

ALLERTA AI COLLEGHI - Confermati i suoi sospetti, il poliziotto avvertì i colleghi descrivendo loro i dettagli di quanto stava accadendo. Una situazione di pericolo con uno dei due rapinatori che prese di mira uno dei cassieri facendosi consegnare il denaro. Poi il tentativo di fuga, facendosi 'scudo' del direttore della banca per convincere i dipendenti a sbloccare le uscite.

PRIMO ARRESTO - Degli attimi concitati, risolti dal poliziotto e da suo fratello che riuscirono a fermare uno dei due rapinatori prima della fuga liberando il direttore. Fermato un primo 30enne romano, il complice riuscì a fuggire sflilandosi la giacca per la quale era stato afferrato e perdendo anche parte del suo  travestimento. Accompagnato negli uffici del Commissariato Casilino Nuovo il primo rapinatore venne poi arrestato ed associato al carcere di Regina Coeli dove si trova ancora per scontare la sua pena.

LATITANZA DEL SECONDO RAPINATORE - Recuperato il 'bottino' ed arrestato uno dei rapinatori, gli investigatori hanno quindi cominciato le indagini per risalire al secondo malvivente. La prove raccolte e presentate al Gip hanno poi permesso di identificare il 30enne, un pregiudicato di Tor Bella Monaca, nei confronti del quale il Pm ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Era lo scorso mese di agosto.

TRE MESI DI LATITANZA - Resosi irreperibile per quasi tre mesi il 30enne è stato poi 'pizzicato' dagli agenti del Reparto Volanti, diretti dal dottor Eugenio Ferraro, alle 22.00 dello scorso 12 ottobre in via dell'Archeologia, dove era andato a prendere la moglie per accompagnarl all'ospedale e partorire. Qui ad attenderlo ha trovato i poliziotti che gli hanno notificato l'ordinanza di custodia cautelare associandolo al carcere romano di Regina Coeli.

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