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Soldi per un posto di lavoro al Ministero: arrestato impiegato truffaldino

L'uomo, 60 anni, era finito in manette anche lo scorso 18 dicembre. Oggi, a seguito di nuove denunce, è stato incastrato con le mani nel sacco

Nuovo arresto, nel giro di pochi, per un impiegato del Ministero degli Affari Esteri al quale evidentemente non era bastato il primo fermo, scattato ad opera degli agenti del commissariato di Genzano lo scorso dicembre, per perdere l'abitudine. Identici i reati contestati, identico il modus operandi. Stavolta ad incastrarlo sono state intercettazioni ambientali, ottenute con l'aiuto di una potenziale vittima, presentatasi all'appuntamento con un microfono nascosto.

Gli investigatori del Commissariato Torpignattara sono partiti da una denuncia presentata da 7 persone nei confronti di un dipendente del MAE, il quale aveva promesso loro un posto di lavoro presso lo stesso dicastero previo pagamento di 1665 euro a testa, somma che lui stesso avrebbe provveduto a versare al Ministero.

Successivamente a tale accordo, con una scusa, il dipendente ministeriale infedele si era fatto prestare 1000 euro da una delle sue ignare vittime con la promessa, mai mantenuta, di una celere restituzione; approfittando in quest’ultimo caso della fiducia che la persona in questione aveva nei suoi confronti, in quanto gli era stato presentato proprio da un suo lontano parente. A distanza di tempo, però, la vittima aveva capito di essere stata raggirata ed aveva quindi sporto denuncia insieme ad altri, vittime a loro volta delle stesse vane promesse.

Alcuni giorni fa il malcapitato è stato di nuovo contattato dall’impiegato ministeriale, che gli ha prospettato una nuova possibilità di lavoro sempre per lo stesso Ministero, proponendogli un incontro per il versamento dei restanti soldi e la consegna di alcuni documenti necessari per il completamento della pratica.

A questo punto la vittima ha accettato, fingendo interesse, per poi recarsi di nuovo in commissariato ad informare gli investigatori e preparare con loro una trappola. Così l’uomo è stato l’esca perfetta per incastrare il truffatore e prenderlo con le mani nel sacco ancora una volta. All’incontro infatti la vittima era stata debitamente munita di microfono nascosto e di banconote preventivamente segnate, che sono state ritrovate in tasca al malvivente subito dopo lo scambio, avvenuto, oltretutto, sotto l’occhio di una telecamera piazzata ad arte dagli agenti della scientifica.

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