Arrestato in Spagna un trafficante di Primavalle: si nascondeva a Barcellona

Il 34enne era ricercato da tre anni dopo essere evaso dai domiciliari in una casa di cura. Nel 2005 coinvolto in una lite che sfociò nel sangue. Dovrà scontare una pena di 4 anni e 3 mesi

Un latitante italiano, ricercato da tre anni per reati legati al traffico di droga, è stato arrestato a Barcellona dalla Squadra Mobile della Questura di Roma. Si tratta di L.B, romano di 34 anni originario di Primavalle che nel 2005 fu anche coinvolto in una lite che sfociò nel sangue con suo zio Mario Maida, poi ucciso nel 2012 da killer ancora sconosciuti. Secondo gli investigatori, a Barcellona il 34enne aveva collegamenti con Alessandro Fasciani, 31 anni, altro latitante arrestato sempre dalla Mobile di Roma alcuni giorni fa in Spagna e accusato di un omicidio nella Capitale, fuori da una discoteca nella zona del Gazometro, all'Ostiense.

LATITANTE A BARCELLONA - L.B.  è stato trovato dagli investigatori della squadra mobile della questura di Roma in collaborazione con la Polizia spagnola in seguito ad una capillare indagine internazionale. Sul 34enne pendeva un Ordine di Esecuzione di 4 anni, 3 mesi e 19 giorni di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti. L’uomo, nel 2010 era evaso dalla nota clinica romana “Villa Lauricella”, dove si trovava in regime di arresti domiciliari, e la cui direttrice è stata arrestata dalla Squadra Mobile romana lo scorso anno con le accuse di spaccio di droga e corruzione.

ASSIEME A FASCIANI - L.B. aveva trovato rifugio nella città spagnola assieme ad Alessandro Fasciani. Dall’indagine è emerso infatti che il latitante si accompagnava proprio con quest’ultimo. In questa seconda fase dell’investigazione gli agenti hanno seguito le varie “tappe” percorse da  L.B , sino ad arrivare ad individuarlo in un ostello della città catalana dove aveva utilizzato documenti falsi, e dove il Fasciani - privo di documenti - si era fatto registrare sotto il nome di “Alejandro”.

OMICIDIO MAIDA - Mario Maida che salì nuovamente alla ribalta delle cronache il 7 febbraio 2012 quando venne ucciso dopo un agguato nei pressi della sua autofficina di via di Torrevecchia. Vittima che secondo alcuni testimoni fu raggiunta da due uomini a bordo di uno scooter con il volto coperto dai caschi, mentre usciva dalla sua officina a bordo di una Mercedes. Mario Maida che cercò di scappare ma venne raggiunto sulla rampa del suo negozio e ucciso a colpi di pistola.  

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RIDUZIONE DELLE PENE - Sei anni dopo quella tragica lite terminata con uno scontro a fuoco, la prima corte d'assise d'appello di Roma, presieduta da Mario Lucio D'Andria, nel marzo 2013 ha infine ridotto le pene inflitte ai Gianluca ed Enrico Bennato, condannati rispettivamente a sei e cinque anni e mezzo di carcere.

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