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Tor Bella Monaca, lo spaccio sfida le restrizioni anti Covid: così coppie di fidanzati vendevano cocaina nel quartiere

Le indagini traggono origine dalle dichiarazioni testimoniali di un collaboratore di giustizia. Guadagnati 7000 euro settimanali in pieno lockdown

A Tor Bella Monaca lo conoscono tutti come uno dei "gemelli di via dell'Archeologia". Oggi per uno di loro (l'altro era già stato arrestato) sono scattate le manette. Con lui, romano di 25 anni, nei guai anche altre 9 persone tutte ritenute responsabili di spaccio e detenzione ai fini di spaccio sostanza stupefacente di cocaina nel quartiere.

E' quanto emerso dall'operazione Gemini, scattate alle prime luci dell'alba di oggi venerdì 20 novembre, a Tor Bella Monaca. I carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno infatti dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia smantellando così gli affari di uno dei "gemelli" di Tor Bella Monaca.

Il collaboratore di giustizia di Tor Bella Monaca

Le indagini dei carabinieri della stazione di Tor Bella Monaca, condotte dal gennaio all'aprile di quest'anno dall'Arma, traggono origine dalle dichiarazioni testimoniali di un collaboratore di giustizia che, nel delineare le dinamiche del fenomeno dello spaccio nella borgata, ha raccontato di un importante traffico di stupefacenti gestito da un 25enne del posto, già noto alle forze dell'ordine poiché appartenente ad una nota famiglia di pregiudicati di zona.

L'attività investigativa ha permesso di appurare le modalità con cui il gemello di Tor Bella Monaca coordinasse, insieme alla moglie (anche lei destinataria di misura cautelare), una ragguardevole attività di spaccio al minuto di cocaina con la "consegna su chiamata" utilizzando telefoni con intestazione fittizia, attraverso i quali gestiva decine di clienti fondendo indicazioni su tempi, luoghi e modalità delle singole cessioni.

Lo spaccio cambia con le restrizioni anti Covid

Sebbene l'accordo con l’acquirente restasse prerogativa della coppia e, più in particolare, del 25enne gemello di Tor Bella Monaca, la materiale consegna dello stupefacente veniva svolta da pusher (tutti individuati e destinatari dell'odierna ordinanza), cui forniva telefoni e mezzi e, di volta in volta, luogo esatto dove sarebbe dovuta avvenire la compravendita.

Spesso sfruttato come luogo di consegna Largo Brambilla, nei parcheggi antistanti ad un bar. La chiusura delle attività commerciali dettate dalle norme anti Covid, hanno però costretto il 25enne a provvedere, in prima persona, alla materiale attività di spaccio consegnando direttamente le dosi al cliente.

La casa dello spaccio di un'altra coppia

Le indagini della stazione di Tor Bella Monaca hanno consentito altresì di far luce su un parallelo traffico di cocaina gestito da un'altra coppia: un 47enne romano e la sua compagna convivente. I due, così come i loro amici, concordavano telefonicamente con i vari acquirenti luoghi e tempi degli illeciti scambi.

Nonostante il 47enne fosse ai domiciliari, lo spaccio continuava. Gli indagati, infatti, semplicemente hanno riorganizzato i propri traffici adattandoli alle esigenze, trasformando così l'abitazione luogo della misura cautelare, durante il lockdown, in una "casa dello spaccio", con i numerosi acquirenti, anche dieci al giorno, che si portavano presso il suo appartamento per acquistare cocaina.

FRASCATI - Le operazioni dei Carabinieri (6)-2

7000 euro a settimana durante il lockdown

Le indagini dei militari di Tor Bella Monaca hanno inoltre permesso di evidenziare alcuni punti di contatto tra le due coppie, legate tra loro da rapporto di amicizia, ed accordate per l'approvvigionamento di 1 chilo di cocaina, nascosto nei garage condominiali dello stabile di edilizia popolare di rispettiva residenza.

Nel corso dell'indagine sono stati documentati oltre cento episodi di spaccio ed accertato un complessivo volume d’affari pari a circa 7.000 euro settimanali in pieno lockdown.

Oltre a quello menzionato, si segnalano altri due importanti recuperi di stupefacente ovvero il sequestro di 1 chilo di cocaina occultato dagli indagati in una pineta di via Dell'Archeologia e circa 500 grammi della medesima sostanza sequestrata e rinvenuta nel vano ascensore della scala condominiale dove vivevano le due coppie, per un sequestro totale di 2,5 chili di cocaina.

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