Arrestato Diabolik a Casalotti: Fabrizio Piscitelli tradito dalla sua Lazio

Il 47enne era ricercato dallo scorso 25 settembre. Ad incastrarlo l'ordinazione di una pizza per assistere al match di Coppa Uefa tra i biancocelesti e l'Apollon Limassol. Secondo gli inquirenti il 47enne avrebbe gestito un gruppo dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti sull'asse Roma-Spagna

Fabrizio 'Diabolik' Piscitelli

E' stato tradito dall'ordinazione di una pizza fatta per assistere al match di Europa League della sua Lazio. Finisce dopo un mese la latitanza di Fabrizio Piscitelli, il Diabolik della Curva Nord, scovato in un appartamento in zona Santa Gemma-Casalotti.

OPERAZIONE CASTILLOS - Lo storico capo degli Irriducibili biancocelesti è stato fermato dai finanziere del Comando Provinciale dopo essere sfuggito all'arresto all’arresto nel corso dell’Operazione denominata “Castillos”, condotta dal GICO (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale.

SETTE ORDINANZE - All’esito delle indagini sul traffico e lo spaccio di droga nella Capitale, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma (diretta dal dottor Giuseppe Pignatone), il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma aveva emesso sette ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone, alcune delle quali collegate al noto Michele Senese ed alla sua organizzazione malavitosa.
 

IL VIDEO DEL BLITZ A CASALOTTI

SPACCIO AI CASTELLI E ROMA SUD - Dopo mesi di intercettazioni telefoniche e complicati pedinamenti, specie nella zona sud-est della Capitale (La Rustica e i comuni di Rocca Priora e Grottaferrata), le Fiamme Gialle hanno appurato l’esistenza di due agguerriti gruppi criminali, capeggiati, rispettivamente, da Paolo Diana (classe 1977) e da Fabrizio Piscitelli.

ASSE ITALIA-SPAGNA - Quest’ultimo, conosciutissimo nella Capitale quale leader degli ultras della tifoseria laziale e è più volte assurto agli onori della cronaca giudiziaria locale (dal recente processo connesso alla scalata alla Lazio agli innumerevoli episodi di violenza negli stadi), unitamente a Elvio Gentili (classe 1965) e Sergio Campana (classe 1969), già arrestati, risultava aver organizzato e promosso l’importazione via mare in Italia, dalla Spagna, di 185 chili circa di hashish, sequestrati a Civitavecchia nel mese di dicembre del 2011.

ALTRO SODALIZIO - Parimenti, anche Paolo Diana era a capo di un autonomo e strutturato sodalizio criminale, dedito all’importazione di droga dalla Spagna; unitamente a Rocco Gallo (classe 1983), calabrese di origine ma romano d’adozione, e al romano Simone Serafinelli (classe 1984), aveva organizzato e finanziato il viaggio dall’Italia alla penisola iberica del corriere romeno Florin Valentin Buica, catturato a Roma a marzo 2012, trovato in possesso di hashish in ovuli, occultati all’interno del serbatoio di un’autovettura.

LATITANTI - Nell’occasione, sia il Diana che il Piscitelli erano riusciti a sottrarsi all’arresto. Il primo si è costituito il 7 ottobre presso il Commissariato “Prati” della Polizia di Stato, mentre il Piscitelli, forte degli appoggi e dei legami con la criminalità organizzata romana, era riuscito a far perdere le proprie tracce, muovendosi con una carta d’identità falsa.  

NASCOSTO A CASALOTTI - Tale espediente, tuttavia, non impediva ai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma di pervenire alla sua cattura, avvenuta nella nottata odierna all’interno di un anonimo appartamento sito nel quartiere Santa Gemma – Casalotti.

TRADITO DALLA LAZIO - Più in particolare, mettendo a frutto le esperienze operative nel tempo maturate nel contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso, venivano effettuati ripetuti appostamenti e pedinamenti, sfruttando ogni minimo dettaglio e progredendo nell’individuazione del covo per piccoli passaggi successivi: dalla consegna della biancheria sporca ad una semplice ordinazione di una pizza per vedere, “tra amici”, la recente partita di coppa della SS Lazio.

ACCORTEZZE NELLA LATITANZA - Seguendo meticolosamente, di giorno e di notte, gli spostamenti successivi dei favoreggiatori individuati e cogliendo ogni minima differenza rispetto alle quotidiane attività da questi svolte, nella tarda serata del 24 ottobre 2013, come già documentato in pregresse circostanze, tale Alessandro Telich (classe 1987), oggi tratto in arresto ed associato alla Casa Circondariale di Roma “Regina Coeli”, si recava nella zona nord ovest di Roma, parcheggiando la propria autovettura a diversi isolati dal luogo dove aveva trovato sicuro rifugio il latitante.

COVO DI PISCITELLI - Proprio la circospezione di quest’ultimo ed il lungo tragitto percorso a piedi, consentivano agli investigatori dell’antidroga del G.I.C.O. di cogliere che qualcosa di strano stava accadendo: si era individuato il covo del latitate Fabrizio Piscitelli.

ARRESTATO DOPO IL TRIPLICE FISCHIO - Circondato l’edificio, non restava che attendere la fine della partita: con il fischio finale dell’arbitro terminava anche la latitanza del Piscitelli. Nell’occasione, all’atto dell’irruzione, nell’appartamento venivano individuati, oltre alla moglie del ricercato, anche i due padroni di casa, entrambi di origine romana e anch’essi tratti in arresto per favoreggiamento, ma posti ai domiciliari.

APPARECCHIATURE HI TECH - Le successive perquisizioni del covo riservavano la scoperta di un ben più ampio scenario, consentendo il rinvenimento e sequestro, oltre a materiale evidentemente connesso ai ripetuti episodi di violenza negli stadi, quali mazze di legno, sfollagente, fruste varie, anche di asce, katane giapponesi, una pistola a salve e relativo munizionamento e, soprattutto, numerosissime apparecchiature tecniche di elevato livello tecnologico, del tipo “jammer” ovvero disturbatori di radiofrequenze e reti UMTS/GSM, sia fissi che portatili.

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