Cronaca

Immigrazione, truffe per il permesso di soggiorno: arrestato avvocato

Il professionista arrestato era conosciuto tra i cittadini extracomunitari per i suoi favori in cambio di denaro. Prima rilasciava il certificato all'immigrato e poi disconosceva il documento

Un avvocato di 55 anni è stato arrestato  questa mattina dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione e della Squadra Mobile. Il legale è specializzato in diritto dell'immigrazione.

Le indagini hanno consentito di accertare che il professionista aveva “confezionato” illegalmente circa 1200 istanze per conto di altrettanti cittadini in cerca di permesso di soggiorno, ai quali chiedeva compensi che andavano dai 500 ai 5000 euro.
Al legale è stato contestato il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Indagati anche 10 italiani e 49 cittadini stranieri.

Gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, guidati dal dirigente Maurizio Improta, hanno accertato con le indagini condotte negli ultimi mesi che il professionista era conosciuto tra i cittadini extracomunitari a livello nazionale, per i suoi favori in cambio di denaro, l’avvocato era pronto a soddisfare qualsiasi richiesta degli stranieri, falsificando documenti e procacciando datori di lavoro fittizi, ai quali prometteva somme di denaro che poi non corrispondeva.

La duplice truffa si concludeva quando il 55enne, una volta percepito il compenso  dagli extracomunitari, consegnate le ricevute che attestavano l’avvenuta comunicazione allo Sportello Unico, presentava poi alle autorità competenti una denuncia/querela con la quale disconosceva la paternità dei documenti prodotti, provocando così il rigetto delle domande.

L’arrestato, oltre ad occuparsi delle richieste e di seguire l’iter burocratico, aveva esteso il suo raggio d’azione con il passaparola, facendo convergere verso la Capitale, numerosi stranieri da svariate città italiane.

In questo caso, l’avvocato, ricevuta la somma pattuita, consegnava il kit postale compilato, che consentiva allo straniero di richiedere l’ambito documento per “attesa occupazione”, salvo poi assisterli legalmente una volta che le domande venivano rigettate, estorcendo ulteriori somme di denaro.

Da ulteriori accertamenti è risultato inoltre, che in alcuni casi il legale, per allungare i tempi delle pratiche e quindi percepire ulteriori soldi, aveva presentato contro i decreti di archiviazione del Questore di Roma anche ricorsi straordinari non previsti dalla normativa vigente.

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