Piazze date in gestione e alleanze, così a Tor Bella Monaca si reagisce agli arresti "per continuare a mangiare"

Gli inquirenti: "Queste operazioni testimoniano le evoluzioni dei sodalizi criminali individuando, immediatamente, i nuovi vertici"

Come l'Idra di Lerna, il serpente marino della mitologia greca e romana con nove teste che ricrescevano se venivano tagliate e di cui quella centrale era immortale. Così avviene per lo spaccio a Tor Bella Monaca che, nonostante gli arresti dei capi piazza, prosegue e prospera ancora. 

Affari da portare avanti ad ogni costo, anche a scendendo a patti con i concorrenti delle vicine vie perché il motto, per chi vende droga nel quartiere, è uno: "Qui mangiamo tutti".

Solamente pochi giorni fa abbiamo scritto, riportando il rapporto delle Mafie del Lazio, come le piazze vengano date in gestione quando gli storici "titolari" vengono arrestati, con bande di pusher decapitate come le teste dell'Idra decapitate. Una pratica, questa, emersa dall'ultima operazione dei carabinieri denominata 'Torri Gemelle 3', che ha portato all'arresto di 15 persone, tre cui due donne. 

Il prologo dell'operazione nasce da lontano quando i carabinieri, con l'operazione 'Torri Gemelle' veniva raccontato come nella zone di Due Leoni, in via San Biagio Platani, sfruttando la conformazione del quartiere si fosse creato uno spaccio in stile Gomorra. Un anno e mezzo dopo dopo, lo scenario è lo stesso con l'operazione 'Torri Gemelle 2' che raccontava come nulla fosse cambiato nel sistema di spaccio ai civici 322 e 338 di via San Biagio Platani. 

L'operazione 'Torri Gemelle 3' e la piazza data in gestione 

Oggi un terzo "capitolo" dell'epopea. Le indagini dei carabinieri del Comando Provinciale di Roma, condotte dal settembre 2017 al maggio 2018 che hanno permesso di arrestare oggi 15 persone (su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia), hanno consentito di cristallizzare una pericolosa capacità evolutiva dell'associazione criminale, che si è dimostrata in grado di adattare il proprio organigramma con duttilità e rapidità tali da non inficiarne il volume d'affari, nonostante lo stato detentivo dei vertici.

A gestire la piazza un ragazzo di 26 anni cognato di Christian Careddu (arrestato in precedenti blitz), di lui nel Rapporto Mafie nel Lazio così si scrive: "Attualmente Careddu percepisce la somma di circa duemila euro al mese senza partecipare attivamente alla gestione della piazza di spaccio, ma solo per il motivo di esserne creatore e proprietario indiscusso". Un dato, questo, confermato anche a RomaToday da fonti dell'Arma, a testimonianza del sistema di "piazze date in gestione", ormai in vigore. 

Nell'operazione 'Torri Gemelle 3', si è acclarato come – a seguito del forte ridimensionamento della piazza dovuto alle citate indagini - "la gestione del sodalizio fosse stata affidata ad un giovane 26enne del posto (ora in carcere) che, benché ristretto al regime degli arresti domiciliari, aveva adattato la propria abitazione a vera e propria base logistica delle attività di spaccio poi materialmente espletate in via San Biagio Platani, mediante una buona rete di collaboratori e sodali, in ampio numero minori degli anni diciotto", scrivono i carabinieri. 

Nel corso delle indagini è stato anche accertato un tentativo di estorsione da parte del 26enne nei confronti di un acquirente moroso per precedenti debiti di droga minacciato di ripercussioni tali da farlo temere per la propria vita. 

Il socio legato agli Sparapano

Le intercettazioni ambientali captate all'interno dell'abitazione del 26enne ai domiciliari – indicato dai sodali come un vero e proprio datore di lavoro - hanno permesso di cristallizzare le varie fasi delle attività di spaccio dalla preparazione e dal confezionamento degli involucri alla consegna delle dosi, sino ad arrivare alle operazioni di contabilità di fine turno. 

Non solo. I carabinieri di Tor Bella Monaca hanno poi notato anche la costante evoluzione del sodalizio, al vertice del quale - dal novembre del 2017 – entrava "in società" anche un pericoloso malvivente 28enne del posto legato, secondo quanto riscontrato da RomaToday, alla famiglia Sparapano di Tor Bella Monaca e ai fratelli Esposito di San Basilio

Il 28enne, scarcerato da pochi giorni, secondo quanto documentato dai carabinieri "si dimostrava immediatamente disponibile all'ampliamento delle attività di spaccio, articolata su turni h24, e all'incremento degli introiti, apportando al sodalizio la commercializzazione anche di eroina, oltre che di cocaina ed hashish". Certificando così il sistema dello spaccio divenuto marchio di fabbrica a Roma est. 

Le immagini del briefing prima del blitz

Gli intrecci con le altre piazze di spaccio

Le intercettazioni delle conversazioni avvenute presso l'appartamento del 26enne hanno permesso di raccogliere elementi di colpevolezza anche a carico di altri malviventi del posto dediti ad analoghe attività di spaccio in un'altra nota piazza di stupefacenti quella di Largo Ferruccio Mengaroni a Tor Bella Monaca e parte di una più ampia consorteria criminale da poco disarticolata nell'ambito dell'indagine 'Gerico 2', conclusa dai Carabinieri nel giugno di quest'anno quando finirono in manette i pusher di Leonardo Bevilacqua detto Bruno lo zingaro e Manolo Romano alias Pisolo.

Elementi che, secondo gli inquirenti, dimostrano come, seppur i capi piazza vengono arrestati e la droga può scarseggiare momentaneamente in una via, basta stringere un'alleanza con il "vicino" di quartiere per portare avanti gli affari. Una sorta di pace silente che ha come unico obiettivo quello di continuare a vendere droga e, quindi, guadagnare. 

La pistola nascosta usata per un regolamento di conti

L'operazione 'Torri Gemelle 30' ha anche permesso di evidenziare le figure di altri due pregiudicati romani, un 29enne ed un 28enne rispettivamente identificati quali fornitori di cocaina ed hashish.

Tra gli arrestati anche un altro 28enne pregiudicato del quartiere, nipote di uno dei capi del sodalizio. Il ragazzo, secondo l'accusa, è "responsabile di aver detenuto un'arma comune da sparo, provento di furto, e di averla utilizzata per un regolamento di conti per questioni di droga nei confronti di un giovane malvivente del posto, all'epoca dei fatti minore degli anni diciotto".

Secondo la ricostruzione emersa dal lavoro dei carabinieri, il più giovane dei due sarebbe riuscito a disarmare l'odierno arrestato per poi scappare facendo perdere momentaneamente le proprie tracce. Il minore era stato rintracciato nelle ore successive dai carabinieri proprio nel mentre, armato della stessa pistola, stava per andarsi a vendicare.

Tor Bella Monaca, il supermercato della droga di Roma che garantisce il welfare ai pusher

50 compravendite di droga al giorno 

Nel corso dell'indagine, inoltre, erano già state arrestate in flagranza 6 persone e recuperati oltre un chilo di cocaina, circa 300 grammi di eroina. Mentre sono stati documentati oltre cinquanta episodi di spaccio al giorno.

Quella odierna è solo l'ultima delle recenti attività investigative condotte dai carabinieri e dalla DDA a Tor Bella Monaca. Operazioni tutte finalizzate alla disarticolazione di consolidati sodalizi criminali che, per anni, hanno gestito il traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere. 

Blitz che testimoniano, appunto, le evoluzioni dei sodalizi criminali individuando, come spiegano gli inquirenti, "immediatamente i nuovi vertici reprimendo, quasi all'origine, qualsiasi tentativo di riorganizzazione". Una lotta costante come quello contro l'Idra, per impedire alle nuove "teste" di crescere.

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