"Sono caduto dalle scale", ma fu picchiato e rapinato sulla via Tuscolana

Il minorenne costretto alle cure dell'ospedale

"Sono caduto dalle scale", questa la versione fornita da un minorenne dopo essere stato ricoverato in ospedale con delle gravi ferite. Una bugia detta ai genitori per timore, dietro alla quale si nascondeva un'altra realtà, ovvero una rapina. A fare luce sul caso i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina che hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti un 22enne,  ritenuto responsabile di tentata rapina in concorso con un 23enne, entrambi di origini rlomene.

Attività investigativa 

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica– Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti - presso il Tribunale di Roma, diretto dal Procuratore Aggiunto Dottoressa Lucia Lotti, è  scaturita dal ferimento di un minore. 

Rapinato sulla via Tuscolana

Quest’ultimo recatosi presso il Policlinico Casilino per sottoporsi alle cure necessarie per le ferite riportate in seguito ad una aggressione, aveva tenuto nascosto - per timore di ritorsioni - ai propri genitori quanto realmente accaduto la sera del 22 maggio, allorquando mentre si trovava sulla via Tuscolana, in compagnia di un amico, era stato avvicinato dai due indagati che dopo averlo approcciato con la scusa di una sigaretta lo avevano costretto, sotto la minaccia costante di un coltello a scatto, a salire a bordo dell’autovettura loro in uso ed a consegnare il telefono cellulare. 

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Costretto alle cure dell'ospedale 

Nella circostanza, al rifiuto opposto dal minore, i due avevano reagito aggredendolo a calci e pugni e cagionandogli delle ferite alle mani con l’arma utilizzata, nonché una contusione cranica e nasale, con una prognosi medica di 20 giorni. La notizia, appresa dai Carabinieri nel corso di attività informativa svolta sul territorio, è stata sviluppata, con accertamenti tecnici e verifiche sui principali social network, ed ha consentito di individuare ed identificare – in tempi diversi - i due responsabili, riconosciuti senza ombra di dubbio dalla vittima.  Entrambi gli indagati sono stati raggiunti da misura cautelare.

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