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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Un "bacetto piccolo" o un po' di "vino": i messaggi i codice per comprare la droga a Montesacro

Le vie della droga di Roma partono da lontano, dalla Spagna, e arrivano fino al Tufello e a Fidene

Due gruppi distinti. Uno composto da tre napoletani che tra Vigne Nuove e il Tufello si erano creati il loro business. L'altro composto da una vecchia volpe dello spaccio, amico dei due fratelli di San Basilio, Fabrizio e Daniele Primavera, che insieme a un albanese aveva messo in piedi un giro nella zona di Fidene.

Una lunga via della droga con i due gruppi che, seppur non in affari tra loro, si accomunavano in un punto, il linguaggio in codice. Per non far capire le loro intenzioni parlavano di "bacetti" o "vino", quanto in realtà parlavano di droga.

La squadra mobile di Roma e i militari del nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia di Roma, hanno arrestato i cinque pusher. Ai quattro italiani e all'albanese vengono contestati, a vario titolo, i reati di traffico di sostanze stupefacenti e auto riciclaggio.

Lo spaccio tra Vigne Nuove e il Tufello

Stando a quanto trapelato, il gruppo dei napoletani, si aggirava nella zona del complesso di case popolari in via Rodolfo Valentino. Il gruppo, che aveva nella disponibilità anche un fucile, aveva diverse sentinelle nel quartiere che li avvertivano quando le forze dell'ordine facevano i controlli negli immobili Ater, dove veniva nascosta la "merce".

Per depistare le indagini, quando parlavano di cocaina la chiamavano "palla", mentre per indicare i quantitativi dicevano "uno grande" o "un bacetto piccolo", per una piccola dose. I pusher, stando a quanto emerso, si muovevano nel quartiere con disinvoltura tra via delle Isole Curzolane e via Antonio de Curtis, e avevano contatti con Napoli, tant'è che parte del guadagno veniva sempre portato giù. Per i tre è stato disposto il carcere.

Lo spaccio a Fidene

L'altro gruppo sgominato dalla polizia è quello composto da un romano di 48 anni e un albanese di 39 anni. I due riuscivano a trattare cocaina pura anche al 92%. E se anche questa coppia di pusher, per spacciare, preferiva farlo muovendosi per quel quadrante di città e non stando fermi su una piazza, quel che balza è all'occhio è quello - ancora una volta - delle parole in codice. 

Uno dei due, parlando con l'altro, dice di avere con sé la "ciccia". In altre conversazioni, per parlare della droga da vendere, si fa riferimento alle "sigarette" o al "vino", in modo del tutto decontestualizzato. Per l'esperto pusher romano, il gip ha richiesto la custodia cautelare in carcere, mentre per il collega i domiciliari.  

L'indagine

L'indagine trae origine da un ingente sequestro di hashish e cocaina effettuato nel marzo del 2021, che portò poi a dicembre 2022 all'arresto di cinque persone, tra cui un personaggio legato alla 'Ndrangheta. I successivi approfondimenti investigativi hanno portato a una serie di collegamenti e allo spaccio tra il Tufello e Fidene operato dai due distinti gruppi sopracitati. 

Nel corso delle indagini iniziate nel 2022 e che hanno portato all'arresto dei quattro italiani e dell'albanese, sono stati individuati e arrestati alcuni spacciatori che si occupavano del coordinamento delle attività. Inoltre, sono stati sequestrati in questi due anni hashish, cocaina e marijuana per oltre 60 chilogrammi, armi da sparo e munizionamento, oltre a cospicue somme di denaro per circa 250.000 euro in contanti nella disponibilità degli indagati.

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