Blitz nel V Municipio: scambio di favori per velocizzare dei lavori, 5 ai domiciliari. Tra loro politici e dipendenti comunali

In cambio dei favori resi, il referente della clinica avrebbe garantito a politici e pubblici ufficiali l'assunzione di personale all'interno della struttura sanitaria

Una serie di lavori per l'ampliamento dei locali e dei posti letto di una struttura sanitaria con Residenza Sanitaria Assistenziale, aggirando il normale iter burocratico-amministrativo.

Un iter agevolato concesso grazie a due politici locali, appartenenti secondo quanto apprende RomaToday al V Municipio, finiti al centro di un blitz dei carabinieri e della polizia locale di Roma Capitale: è quanto emerso, secondo le prime indiscrezioni, da una operazione che ha consentito alle forze dell'ordine di applicare ordinanze di misure cautelari personali emesse dal Giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di cinque persone. 

A finire nei guai un sindacalista della Cisl nonché funzionario della polizia locale poi trasferito a Monte Compatri, un ingegnere noto consulente aziendale, un esponente di spicco dell'ufficio Ispettorato Edilizio del V Municipio e due politici del Pd: Alfredo Fabbroni (già consigliere municipale e capogruppo Pd nel V Municipio) e Antonio Fabbroni (componente della Direzione del Pd Roma). I cinque sono tutti finiti ai domiciliari.

Le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dai sostituti procuratori Luigia Spinelli e Gennaro Varone hanno consentito di accertare che un consulente d'azienda, dovendo procedere alla ristrutturazione con conseguente ampliamento dei locali e dei posti letto di una struttura sanitaria con Residenza Sanitaria Assistenziale, per aggirare il normale iter burocratico amministrativo "si è avvalso, per il tramite di due esponenti della politica locale, di pubblici ufficiali, incaricati di costruire documentazione che consentisse il buon esito della pratica".

In particolare, secondo quanto ricostruito, "un funzionario di Polizia Locale e un funzionario amministrativo operanti nell'ambito del V Municipio capitolino", garantirono "l'emanazione di una Determinazione Dirigenziale, propedeutica alla definitiva autorizzazione di ampliamento da parte della Regione Lazio, che dissimulasse il reale stato dei luoghi della clinica e dei lavori da eseguire".

In cambio dei favori resi, il referente della clinica avrebbe garantito a "politici e pubblici ufficiali l'assunzione di personale all'interno della struttura sanitaria". Inoltre, il Funzionario di Polizia Locale chiedeva per sé ai due politici il ruolo di comandante di polizia locale "presso un comune dell'area metropolitana".

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Nel corso dell'attività, sono state eseguite anche perquisizioni domiciliari e presso i luoghi di lavoro dei destinatari dei provvedimenti e di altre persone a vario titolo coinvolte nelle condotte illecite. La documentazione sequestrata è stata posta al vaglio dell'Autorità Giudiziaria. Le indagini sono scaturite da alcune denunce rese da cittadini cinesi circa "comportamenti concussivi posti in essere dai pubblici ufficiali indagati", spiega la Procura.

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