Blitz ad Ostia: 32 arresti, decapitato il clan Spada

L’operazione Eclisse è scattata alle 4 del mattino quando gli elicotteri sono volati tra i palazzi di Ostia Nuova

Elicotteri in volo su Ostia e 32 arresti. Alle 4 del mattino di oggi 25 gennaio è scattata l'operazione 'Eclisse' che ha portato un duro colpo al clan Spada.

Le sirene della Polizia e dei Carabinieri hanno invaso le strade tra via Vincon e via Forni, assediato il cuore di piazza Gasparri. A coordinare le operazioni dall’alto due elicotteri. Dal mare, invece, a supportare il tutto la Guardia Costiera.

Associazione di tipo mafioso

Gli agenti della squadra mobile di Roma e il nucleo investigativo dei carabinieri di Ostia hanno dato esecuzione a un'ordinanza della Direzione Distrettuale antimafia. Dei 32 arrestati, una persona è sfuggita ma era già latitante.

L'operazione ha colpito i capi e gli affiliati del clan Spada responsabili, tra l'altro, "di aver costituito, promosso e fatto parte di un’associazione a delinquere di tipo mafioso sul territorio laziale e segnatamente ad Ostia".

Operazioni Eclissi: tutti nomi dei 32 arrestati

Aggressioni, spari e arresti

La maxi operazione è la conclusione di una serie di blitz conseguenti ai fatti avvenuti a fine 2017: prima la duplice gambizzazione nella pizzeria di via delle Canarie con la gambizzazione di un esponente della famiglia Fasciani e del padre della titolare di Disco Giro Pizza, poi gli assalti alle porte delle abitazioni di Silvano e Giuliano Spada.

VIDEO | Le immagini del blitz

La testata di Roberto Spada

Ieri, poi, un'altra notizia ha scosso il mondo del clan di Ostia Nuova. Roberto Spada e Ruben Nelson Del Puerto sono stati rinviati a giudizio per l'aggressione ai giornalisti della Rai Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi. Lo ha deciso il gup di Roma Maria Paola Tomaselli che ha fissato il processo al prossimo 30 marzo.

Video: la testata di Roberto Spada a Daniele Piervincenzi

Le accuse contestate sono quelle di concorso in lesioni personali e violenza privata, aggravate del metodo mafioso. Federazione nazionale della stampa (Fnsi), il sindacato dei giornalisti, e il Consiglio nazionale dell'Ordine professionale, rappresentati dall'avvocato Giulio Vasaturo, hanno annunciato di volersi costituire parte civile nel procedimento.

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