Cronaca

Spaccio a Roma sud: 17 arresti. I Carabinieri: "Tra loro i killer di Dodo"

Sgominata banda di spacciatori che agiva nei quartieri di Ciampino, Tor Vergata e Morena. Tra questi, stando alla ricostruzione dei militari, ci sarebbero killer e mandante dell'omicidio di Edoardo Sforna avvenuto nell'agosto del 2011

Una violenza senza freni, soprattutto se c'è da mettere in chiaro chi è il padrone. Un sodalizio di giovanissimi, quasi tutti ventenni, che gestivano un consistente giro di spaccio nell'area di Roma sud. I militari gli stavano dietro da tempo e questa mattina all'alba hanno chiuso l'operazione: 17 arresti tra Ciampino, Tor Vergata e Morena e un sospetto che sembrerebbe più che fondato.

I LEGAMI CON IL CASO SFORNA - Nello squadrone di pusher finiti in manette è altamente probabile che ci siano i due killer, e il presunto mandante, dell'omicidio di Edoardo Sforna, il 18enne freddato a Morena nell'agosto del 2011 davanti alla pizzeria dove faceva il fattorino. Le indagini che hanno portato all'arresto deI criminali 'in erba' sono partite esattamente da quel fatto di sangue, un mistero ancora irrisolto ma che con oggi acquista contorni più che plausibili.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri che tra gli odierni arrestati vi siano anche gli assassini di Dodo è quasi certo, ma gli elementi di prova raccolti non hanno permesso di raggiungere una gravità indiziaria tale da poter procedere per omicidio. E' comunque assodato che il sangue di Sforna sia stato versato in un quadro di spaccio che avveniva proprio nella piazza antistante la pizzeria dove il ragazzo lavorava, e dove i pusher si appoggiavano per organizzare la loro attività.

L'idea è che i due killer abbiano sparato al coetaneo per avvisare qualcuno, della serie "qui comandiamo noi". I probabili nemici da allertare apparterrebbero al clan dei Casamonica, che da tempo stava raggiungendo il monopolio dello spaccio in zona. Inutile dire che questo al sodalizio di ventenni non piaceva. E il sangue di Sforna ha veicolato un messaggio più che chiaro. Cosa c'entrasse Dodo (così lo chiamavano gli amici, ndr) non è dato saperlo ma la dinamica secondo i militari è quella.

IL SODALIZIO - E se anche i presunti assassini non possono ancora essere inchiodati come tali, la banda è stata sgominata. L'area tra Ciampino e Tor Vergata è ora libera da un gruppo che, a quanto descritto da chi l'ha pedinato, intercettato, scoperto e smantellato, era decisamente pericoloso. La banda di giovani spacciatori usava la violenza senza alcuna logica. Lontani infatti dal potersi definire un clan con gerarchie e regole interne ben precise la disorganizzazione portava ad azioni violente non programmate, che spesso nascevano più che da una decisione di gruppo dalla propensione criminale del singolo. Botte, minacce e forse, nel caso di Dodo, proiettili. Tutto senza alcuno scrupolo.

Il capo del sodalizio era tal M. G., 25enne risultato appartenere insieme a R. C., 51enne, a un "livello superiore" rispetto agli altri. Altro soggetto sempre presente dove c'era da farsi 'rispettare' usando la violenza è un certo N.M., appena 20enne, unico a cui è toccata la reclusione carceraria. Per tutti gli altri infatti la misura cautelare prevede i domiciliari. Anche per una famiglia, madre, padre e figlio adolescente, che con lo spaccio di droga tirava a campare.

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