Narcotrafficanti a Montespaccato, 18 arresti. Avevano legami con Ndrangheta e Sacra Corona Unita

Sequestrato un arsenale e 243 chili fra cocaina e marijuana. Le indagini concluse dalla Guardia di Finanza

Parte dell'arsenale sequestrato dalla Finanza nell'Operazione Re Mida

Avevano legami con la Ndrangheta e la Sacra Corona Unita alcuni degli appartamenti al sodalizio criminale con base a Montespaccato sgominato dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'Operazione Re Mida. Una vera e propria consorteria criminale in possesso di un vero e proprio arsenale da guerra. Diciotto gli arresti, con il blitz scattato alle prime luci del'alba nel Lazio ed in Calabria

Coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno smantellato uno strutturato sodalizio radicato nel quartiere di Montespaccato, capeggiato secondo le Fiamme Gialle, da Costantino Sgambati, 42 anni, personaggio emergente nel panorama criminale romano, collegato a esponenti di note consorterie di stampo mafioso, rispetto alle quali era divenuto un importante canale di distribuzione di droga. L'uomo, già in carcere, sta scontando una pena di 16 anni da reclusione.

In tale contesto sono emerse, tra l’altro, relazioni intessute dal protagonista della vicenda con esponenti della cosca “Bellocco” di Rosarno (Reggio Calabria), come dichiarato da due collaboratori di giustizia, e con un pregiudicato di 51 anni, di origini brindisine, vicino al clan “Coluccia”, articolazione territoriale della Sacra Corona Unita egemone in provincia di Lecce.

La caratura criminale del capo, è testimoniata dal sequestro, operato dalle Fiamme Gialle nel mese di marzo 2016, di un vero e proprio “arsenale”, individuato dopo alcuni giorni di pedinamento di un 41enne,  suo uomo di fiducia. In quell’occasione erano state rinvenute 20 armi da fuoco (tra cui Kalashnikov, fucili a canne mozze e a pompa, mitragliatori Skorpion e silenziatori), 6 chili di esplosivo ad alto potenziale, 5 detonatori e un giubbotto antiproiettile, nonché circa 73 chili di cocaina e 140 chili di hashish.

Le indagini, che si sono protratte per lungo tempo al fine di ricostruire la struttura della gang, hanno consentito la compiuta identificazione degli altri associati, gli odierni catturandi: un 42enne, il fratello 46enne del capo dell'organizzazione, un uomo di 51 anni, un 38enne, un uomo di 34 anni ed un 24enne, cui il dominus aveva affidato il compito di gestire le aree di spaccio, trasportare e custodire il narcotico, recuperare i crediti insoluti a fronte di pregresse cessioni di stupefacente.

Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, Sgambati esercitava nei confronti dei sodali un potere “dispotico”, ricorrendo a gravi minacce e atti violenti in caso di scarsa “produttività” della piazza di spaccio di rispettiva competenza ovvero nell’ipotesi di ammanchi di denaro dalla “cassa comune”.

VIDEO | Operazione Re Mida. Le immagini del blitz della Finanza 

La complessa rete di connivenze creata dal capo clan ha poi portato all’individuazione di ulteriori personaggi – parimenti destinatari della misura cautelare in carcere – taluni dei quali noti alle locali cronache giudiziarie, che, pur non essendo organici all’associazione, erano ad essa legati da stabili rapporti di fornitura di droga.

Si tratta di Dorian Petoku (classe 1988, già arrestato dai Finanzieri del G.I.C.O., lo scorso gennaio, nell’ambito dell’operazione “Brasile Low Cost” per il tentativo di importazione dal Sud America di oltre 1000 chili di cocaina, perpetrato in concorso con il noto Salvatore Casamonica, un uomo di 54 anni, figura di spicco degli ambienti ultras della Lazio, un 43enne, un uomo di 33 anni, un 52enne, un 40enne, un uomo di 43 anni ed un 30enne, oltre ad un ulteriore indagato ancora ricercato.

Nel corso delle attività investigative, le Fiamme Gialle hanno sequestrato, complessivamente, oltre 100 chili di cocaina, circa 143 chili di hashish, un laboratorio clandestino allestito per la lavorazione, il “taglio” e il confezionamento della cocaina, oltre ad arrestare in flagranza 7 soggetti tra corrieri e fiancheggiatori.

Al termine delle indagini i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito – nel Lazio e in Calabria – un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del locale Tribunale nei confronti delle 18 persone, ritenute appartenenti all'organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con base nella Capitale.
 

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