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A Roma nord ovest lo spaccio è virtuale: promozioni e ordini via chat, 8 arresti

Numerose persone, provenienti da zone diverse di Roma, sono risultate i principali acquirenti dello smercio di stupefacente

Monte Mario era ormai diventata la loro base. Qui gestivano ormai un sistema che sembrava sempre più sull'orlo di allargare i propri tentacoli sulle zona di Roma nord-ovest. La droga, dalla marijuana alla cocaina passando per l'hashish, veniva ordinata dai clienti, di età compresa tra i 20 ed i 60 anni, anche attraverso apposite chat.

Sgominata banda di pusher: 8 arresti

A sgominare la banda di pusher, sono stati i carabinieri della compagniaCassia, a conclusione di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia - presso il Tribunale di Roma, che hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale Ordinario di Roma, nei confronti di 8 persone, delle quali 2 agli arresti domiciliari, 4 obbligo di dimora e 3 con obbligo di presentazione presso gli uffici della Polizia Giudiziaria.

Le otto persone sottoposte alle misure cautelari sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico nonché alla detenzione ai fini di spaccio, e spaccio, in concorso, di sostanze stupefacenti di vario tipo. Nel corso delle fasi esecutive delle ordinanze, i militari hanno rinvenuto circa 900 grammi di hashish, 1,7 chili di marijuana e quindi arrestato in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, cinque soggetti.

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L'indagine e l'operazione Overlord

L'indagine, durata 7 mesi, ha visto l'iscrizione nel registro degli indagati di 40 persone documentando un giro di spaccio che copriva le zone di La Storta, Monte Mario ed Ottavia. Il sodalizio, gestito da un gruppo con base nel quartiere di Monte Mario, si avvaleva da un sistema ad hoc: da un lato persone fidate che facevano i corrieri per l'acquisto delle partite e la successiva distribuzione della droga; dall'altro altri piccoli gruppi di spaccio che gestivano il traffico locale e la vendita al dettaglio. 

Un gruppo capace di gestire un importante volume di affari nell'ordine di migliaia di euro attraverso la vendita, al mese, di alcuni chili di sostanze di diversa tipologia. Un sodalizio con collegamenti anche con altre bande di spacciatori ecco perché con l'operazione Overlord, richiamando un identificò un piano di invasione nella Seconda Guerra Mondiale, gli inquirenti hanno voluto dare un colpo allo spaccio a Roma nord-ovest in quella che, da come si apprende, potrebbe essere il preludio a nuovi blitz. 

Linguaggio in codice e deviazioni

È stato un sequestro, operato a marzo 2018 in zona La Storta, a far scattare l'attività investigativa. In quell'occasione furono rinvenuti alcuni grammi di cocaina.

Nel corso dell'indagine, invece, è stato possibile riscontrare come gli indagati, per evitare che le forze dell'ordine potessero seguire i loro movimenti ed individuare sia il loro canale di approvvigionamento che la loro rete di spaccio, adottassero numerosi stratagemmi come utilizzo di un linguaggio criptato nel corso delle conversazioni, di schede telefoniche intestate ad utenti fittizi, ma anche deviazioni e cambi di tragitto - o dei mezzi di trasporto - per ostacolare eventuali pedinamenti.

Vendevano anche cocaina

Durante le indagini i carabinieri di Cassia hanno anche arrestato in flagranza di reato 10 individui, denunciato in stato di libertà 4 persone, segnalato alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti 10 assuntori abituali e sequestrato complessivamente circa 150 grammi di cocaina, oltre 5,5 chilogrammi di marijuana e circa 700 grammi di hashish nonché una dozzina di piante di marijuana.

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