Scontri Manifestazione 31 ottobre, la Digos: "Violenza preordinata inaccettabile"

Sette le persone ai domicilari, tra di loro Luca Fagiano e Paolo Di Vetta. Altre dieci le persone sottoposte ad obbligo di firma

La conferenza stampa della Questura di Roma

Diciassette misure cautelari, sette agli arresti domiciliari e dieci con l'obbligo di firma. Diversi i reati a loro contestati: "radunata sediziosa", "rapina", "violenza", "resistenza e lesioni aggravate in danno di pubblici ufficiali" e "danneggiamenti aggravati". Queste le ordinanze emesse dall'ufficio del Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti dei militanti dei Movimenti di Lotta per la Casa che lo scorso 31 ottobre si scontrarono violentemente con le forze dell'ordine in via del Tritone per contestare il vertice della conferenza Stato-Regioni che aveva all'ordine del giorno proprio il tema della casa e degli sfratti.

17 ORDINANZE - Tra di loro Luca Fagiano e Paolo Di Vetta, tra i leaders dei Blocchi Precari Metropolitani (BPM), ristretti agli arresti domiciliari assieme ad altre 5 persone, tutti italiani. Dieci invece gli obblighi di firma nei confronti di sette romani e tre cittadini stranieri originari del Marocco, dell'Algeria e dello Yemen. Gli indagati sono stati raggiunti dalle misure cautelari all'alba di oggi 13 febbraio e raggiunti dalle forze dell'ordine in diversi immobili occupati della Capitale tra i quali l'Acrobax, il Degage e l'Alexis.

IL VIDEO DELLA SCIENTIFICA
 

VIDEO INEQUIVOCABILI - Le misure cautelari sono state emesse a seguito delle indagini congiunte messe in atto dal personale della Digos della Questura di Roma e dal Nucleo Informativo ed Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri della Capitale. Ad "incastrare" i 17 militanti "dei video inequivocabili" girati dalla polizia scientifica nei momenti concitati degli scontri che si verificarono nel primo pomeriggio del 31 ottobre scorso nel Centro Storico di Roma e resi pubblici solamente dopo le ordinanze di custodia cautelare dell'alba di questa mattina.

VIOLENZA INACCETTABILE - Le ordinanze restrittive sono state emesse dal gip dottoressa Parasparo, su richiesta del Procuratore Aggiunto Capalbio, e state coordinate dal pm Eugenio Albamonte. Ad illustrarle per primo il capo della Digos di Roma Diego Parente, nel corso di una conferenza stampa congiunta con i carabinieri. "Degli atti di inaudita violenza testimonianza di forme pre ordinate e premeditate da parte dei manifestanti. Siamo arrivati inequivocabilmente a loro attraverso la visione di diversi filmati registrati dalla polizia scientifica. Quanto accaduto lo scorso 31 ottobre non è una manifestazione del libero pensiero, ma violenza pura".

AGENTI FERITI - Il Primo Dirigente della Digos di Roma ricorda inoltre gli oltre 10 appartenenti alle forze dell'ordine refertati in ospedale proseguendo: "Siamo arrivati ai 17 attraverso le testimonianze raccolte e la visione della varie fasi di esplosione di violenza messe in atto nei nostri confronti, che eravamo a protezione di una riunione istituzionale. I fermi - ha proseguito Parente - sono il frutto di condotte individualizzate che hanno portato a riconoscere gli autori delle violenze. Un accanimento nei nostri confronti aldilà di qualsiasi considerazione". 

RICERCA DELLO SCONTRO - Emissione delle misure restrittive che "non fermeranno le indagini - ha sottolineato ancora Diego Parente -. Parliamo di soggetti già con precedenti specifici per vari reati messi in atto nelle manifestazioni di piazza. Una giornata di violenza cominciata con focolai isolati per poi sfociare in lanci di oggetti, e l'obiettivo di cercare lo scontro per forzare il cordone ed arrivare al loro obiettivo dell'incontro in svolgimento".

AZIONE CONGIUNTA - Ad operare congiuntamente con le forze di polizia anche i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, diretti dal Capitano Salvatore Cagnazzo: "Questa operazione è il frutto di una perfetta sinergia tra le forze dell'ordine della città. Parliamo di scontri molto accesi, come testimoniato non solamente dalla violenza degli stessi ma anche dal furto di due manganelli (ancora non ritrovati ndr) ed uno scudo in dotazione alle forze di sicurezza recuperato subito dopo". "Un segnale importante - ha concluso il comandante Cagnazzo -. Certe forme di violenza sono inaccettabili".

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