Magliana: sgominata la banda de 'Er Tortello', cocaina al posto delle pizze

In manette un gruppo di pregiudicati romani, coordinati da un 39enne cuoco che gestiva un ristorante pizzeria. La banda muoveva un giro d'affari di 20-30mila euro al mese

La cocaina sequestrata dai carabinieri

Si rifacevano ai fasti della Banda della Magliana. Una vita fatta di vestiti griffati e auto di grossa cilindrata alimentata da un proficuo e costante spaccio di cocaina. A mettere fine alla banda de 'Er Tortello', i carabinieri della Compagnia Roma Eur che nella mattina del 20 settembre hanno arrestato 7 persone che vendevano la droga per conto del loro capo. Oltre a lui in manette sono finiti anche 'Er Tartaruga', 'Er Pala', 'Er Pantera', 'Simo', 'Fabrizzietto' e 'Spillo'. La vendita della droga avveniva nei pressi di un ristorante, sotto i portici di via Lari e di via dell'Impruneta, nei pressi di una sala commesse, nei giardinetti di piazza De André e in 'piazzette' e bar frequentati dai giovani della Magliana.

RISTORANTE A MAGLIANA - A gestire il traffico di droga un romano 39enne conosciuto con il soprannome de 'Er Tortello' per via della sua professione di cuoco e per il fatto che gestiva un piccolo ristorante in zona piazza Certaldo dal quale coordinava l'attività di cessione delle dosi di cocaina. Gli acquirenti per lo più residenti nello stesso quadrante della Capitale.

20MILA EURO AL MESE - Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Roma sono state emesse nei confronti di 7 persone (6 in carcere, 1 agli arresti domiciliari), di età compresa tra i 19 e i 41 anni, ritenute responsabili di gestire il traffico di cocaina. Trenta euro a pezzo, con una vendita media di 20-30 cessioni giornaliere circoscritte ad una cinquantina di clienti di fiducia per un guadagno totale stimato dai carabinieri tra i 20mila ed i 30mila euro al mese.

OPERAZIONE TORTELLO - I Carabinieri della Stazione Roma Villa Bonelli, nel corso dell’indagine convenzionalmente denominata 'Tortello, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, hanno accertato che a capo della banda, pressoché interamente costituita da pregiudicati italiani del quartiere, c’era 'Er Tortello”. Durante l’indagine sono state eseguite decine di perquisizioni e 8 arresti in flagranza di reato, sequestrati circa 250 grammi di cocaina, quasi 2 chili di hashish e denaro per alcune migliaia di euro. Altre 13 persone sono state denunciate a piede libero: tra queste una donna, madre e fiancheggiatrice di uno degli arrestati.

FRATELLI PREGIUDICATI - L’inizio dell’attività investigativa risale al mese di ottobre del 2012, quando i Carabinieri della Stazione Roma Villa Bonelli, dipendenti dalla Compagnia Roma Eur, nello svolgimento di un mirato servizio antidroga, hanno rinvenuto e sequestrato a carico di due fratelli pregiudicati (denunciati in stato di libertà nel corso dell’attività e ritenuti i fornitori all'ingrosso della 'merce') una gran mole di appunti nei quali erano riportati nomi e cifre riferibili ad una sorta di contabilità connessa allo spaccio di sostanze stupefacenti.

OCCHI SUL RISTORANTE - Dall’analisi di questo materiale, è scaturita una più approfondita e mirata attività investigativa condotta anche con l’ausilio di attività tecnica. In particolare, l’attenzione degli inquirenti si è focalizzata sul Tortello. I Carabinieri hanno appurato che l’uomo utilizzava la sua attività di ristorazione nel quartiere della Magliana come base logistica.

BANDA DI PUSHER - Le ipotesi investigative sono state man mano confermate dai numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento nell’area antistante il predetto ristorante e nelle principali zone di aggregazione del quartiere. I militari, grazie a questa attività, sono riusciti ad individuare una fitta rete di soggetti, risultati gravati da numerose segnalazioni alle Autorità in qualità assuntori di droghe, che, quasi tutti i giorni, in orari serali o notturni, si  incontravano, anche per pochi istanti con il “Tortello”, nonché con gli altri sodali arrestati nel corso dell’operazione.

ORGANIZZAZIONE DELLO SPACCIO - Nei pressi del ristorante di “Tortello” veniva organizzato lo spaccio al minuto di cocaina e hashish: infatti, come emerso dai servizi di osservazione e controllo nonché dalle intercettazioni telefoniche, gli arrestati si portavano sistematicamente nell’attività per partecipare a vere e proprie “riunioni operative” e, solo dopo, davano inizio alla loro attività illecita. Lo spaccio avveniva principalmente tra le ore 20 e le ore 6: i pusher dell’organizzazione si dislocavano in diversi “punti di distribuzione”.

MODUS OPERANDI - Il modus operandi della banda e i rispettivi ruoli operativi erano consolidati: “Tortello”, con l’aiuto del padre, prelevava abitualmente lo stupefacente custodito nell’abitazione di “Er Simo” - romano di 19 anni a sua volta appoggiato dalla madre - in un orario che andava dalle 19 alle 19:45. Successivamente il “capo” procedeva alla distribuzione dello stupefacente ai suoi soci, che provvedevano, talvolta anche personalmente, alla vendita al dettaglio.

IL DOPPIO LAVORO DI SPILLO - Nel citato contesto va inserito anche un cittadino macedone, ormai “naturalizzato” romano, soprannominato 'Spillo' che, seppur occasionalmente, è risultato essere compartecipe del sodalizio contribuendo, non solo, con svariati acquisti di stupefacente che poi, a sua volta, rivendeva, ma anche provvedendo alla vendita diretta per conto di “Tortello”, che in più occasioni ha chiesto il suo aiuto per lo spaccio al minuto. L'uomo, di professione 'rapinatore', guadagnava i soldi con questa attività reinvestendo gli introiti nell'acquisto di cocaina e portando avanti una sorta di 'doppio lavoro'.

TENTATO OMICIDIO - Tra gli arresti eseguiti nel corso dell’indagine figurano quello a carico dello stesso “Tortello” e del padre, anch’egli indagato e attualmente agli arresti domiciliari, ritenuti responsabili anche di tentato omicidio: i due, infatti, mentre si trovavano a bordo di un’auto insieme a “Fabrizietto”, furono sorpresi dai Carabinieri della Stazione Roma Villa Bonelli in possesso di alcune dosi di droga e, nel tentativo di sfuggire al controllo dei militari, tentarono di speronarli, venendo, tuttavia, bloccati poco dopo un breve inseguimento.

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