Inchiesta Ior: in manette un alto prelato, uno 007 e un broker

Si tratta di un filone autonomo della più ampia inchiesta sulla banca vaticana. Tra gli arrestati c'é monsignor Nunzio Scarano, responsabile del servizio di contabilità analitica dell'Apsa, l'organismo che gestisce i beni della Santa Sede

In manette un alto prelato, un funzionario dei Servizi segreti e un broker finanziario nell'ambito di un filone di indagine sullo Ior in corso alla procura della Repubblica di Roma. Ad arrestarli i militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, con le accuse di corruzione e truffa. L'indagine nasce come filone autonomo della più ampia inchiesta sullo Ior.

Non si conoscono, per ora, i fatti specifici addebitati ai tre arrestati. I provvedimenti, dopo le indagini svolte dal nucleo valutario della Gdf, sono stati chiesti dalla procura di Roma. Le richieste sono state accolte dal gip della capitale, Barbara Callari.

ARRESTO SCARANO - Tra gli arrestati c'é monsignor Nunzio Scarano, responsabile del servizio di contabilità analitica dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), l'organismo che gestisce i beni della Santa Sede. 

Scarano, tra l'altro, è coinvolto a Salerno in un'altra indagine per ricettazione. Le altre due persone arrestate sono l'agente dell'Aisi Maria Zito e il broker Giovanni Carenzio. Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate del gip Barbara Callari su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e dei sostituti Stefano Rocco Fava e Stefano Pesci. 

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Tra i reati contestati, oltre alla truffa e alla corruzione anche la calunnia. La vicenda giudiziaria ruota intorno a un accordo tra Scarano e Zito finalizzata a far rientrare dalla Svizzera 20 milioni cash di proprietà di alcuni amici del monsignore a bordo di un jet privato. Per questo "servizio", Zito avrebbe ricevuto 400 mila euro.

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