Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Dalla Procura di Roma duro colpo al narcotraffico: 30 arresti

I carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno smantellato dopo un anno di indagini un'organizzazione criminale radicata oltre oceano e dedita al narcotraffico

Trenta arresti, 2600 chili di cocaina sequestrata e 500 milioni di euro sottratti al mercato dello spaccio. Sono solo alcuni dei numeri a dir poco sorprendenti di un'operazione che il Procuratore Aggiunto di Roma ha definito "tra le maggiori svolte in Europa negli ultimi vent'anni", servita a smantellare un'organizzazione criminale legata alla 'ndragheta, dedita al narcotraffico, e radicata oltre oceano. Il tutto è partito da uno spunto investigativo di un'operazione legata al territorio romano. Da lì la graduale scoperta che, in un anno, ha smascherato il giro e svelato il lungo viaggio delle partite di droga dal Sudamerica verso il nord d'Italia e d'Europa. Arresti, perquisizioni e sequestri patrimoniali per un valore di 5 milioni di euro sono stati eseguiti in Calabria, nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria, nonché in provincia di Bari, Brescia, Bologna, Latina, Palermo e Pavia.

COME OPERAVANO - La droga arrivava in Italia nascosta in container con merce legale, trasportati da navi mercantili per conto di ditte di import – export costituite “ad hoc”. Telai in metallo di carrelli agricoli, lattine per alimenti, confezioni di prodotti di artigianato colombiano, materiale di imballaggio di pannelli e parquet in legno venivano regolarmente utilizzati per occultare la cocaina. Occultamento che è stato possibile grazie ai collaudati appoggi logistico-operativi in vari paesi sudamericani come l'Argentina, il Brasile, la Bolivia e il Cile. 

CHI ERANO - Dalle indagini è emerso che il nucleo centrale delll'organizzazione era composto da personaggi di origine calabrese riconducibile all'alveo criminale della 'ndrangheta e facenti capo al noto narcotrafficante Vincenzo Barbieri assassinato da due killer lo scorso marzo. Al gruppo di calabresi si aggiunge poi un nucleo di pugliesi esperti di import-export che avevano il compito di gestire le imprese commerciali da utilizzare come tramite per l'importazione.

I reati contestati ai 30 indagati sono associazione a delinquere e traffico internazionale di stupefacenti.

 

 

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