Aeroporto Ciampino: sei arresti per corruzione, tra questi anche l'ex direttore

Gli indagati sono accusati di aver costituito un'organizzazione criminale che operava per l'assegnazione illegittima di lavori interni agli aeroporti minori del Lazio a un unico imprenditore, a capo della cosca

Sei ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite questa mattina da parte della Squadra Mobile e della Polizia di Frontiera nei confronti dell'ex direttore dello scalo di Ciampino, Sergio Legnante, alcuni funzionari Enac e un imprenditore. 

Gli indagati sono accusati di aver costituito un’organizzazione criminale che nel periodo temporale compreso tra il 2009 e l’inizio del 2014, ha fatto in modo che tutti i lavori eseguiti presso gli aeroporti minori del Lazio, in particolare presso quello di Roma – Urbe, fossero illegittimamente assegnati alle società riconducibili ad un imprenditore, capo dell’organizzazione criminale.

Le indagini hanno avuto origine da accertamenti effettuati presso lo scalo romano dell'Urbe, nello specifico presso la palazzina che ospita gli alloggi di servizio, rilevando che i relativi lavori di ristrutturazione erano stati realizzati in difformità a quanto previsto dai capitolati tecnici. 

In particolare è stato accertato che erano state realizzate lavorazioni che non potevano in alcun modo giustificare la somma pagata dall'Ente, ovvero 66mila euro circa. Nel medesimo contesto e' stato anche accertato che presso lo scalo in questione tutti i lavori realizzati, nonchè i servizi erogati (manutenzione, pulizie, ristorazione eccetera) erano gestiti da un unico centro di interesse. Sulla base d'intesa con la competente autorità giudiziaria, ha avuto inizio una complessa attività di indagine sulle persone coinvolte, tra le quali gli odierni arrestati.

Il sodalizio criminale rilevato era perfettamente strutturato, e al suo interno ognuno aveva un ruolo ben preciso sulla base delle proprie competenze, messe al servizio di un modus operandi necessario a veicolare verso un unica impresa la quasi totalità dei lavori realizzati presso gli scali minori laziali e, di conseguenza, la quasi totalità delle relative risorse economiche quantificate proprio dall'Enac per circa 12 milioni di euro, con un danno erariale prossimo agli 8 milioni di euro.​

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