Cronaca

Castelli, esplosivi ed armi per commettere rapine: tre arresti

Le indagini sono partite dallo scorso febbraio quando a Fiumicino è stato individuato il covo di un 31enne che nascondeva in casa 20 chili di materiale. In casa anche un revolver, una pistola modificata e 117 cartucce varie

Il materiale esplosivo recuperato a Fiumicino

Un covo di armi e materiale esplosivo a Fiumicino, per rifornire lui e i suoi due complici con cui commetteva rapine nella zona dei Castelli Romani. I Carabinieri della Compagnia Roma EUR hanno chiuso il cerchio su una intricata vicenda dando esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Velletri nei confronti di 3 persone, ritenute responsabili a vario titolo, di rapina, lesioni personali, detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo. 

20 CHILI DI MATERIALE ESPLOSIVO - L'indagine ha avuto inizio lo scorso 9 febbraio dopo l’arresto in flagranza di un 31 enne romano che, nella sua abitazione di Fiumicino in via Formoso, fu trovato in possesso di circa 20 chili di Tapt (perossido di acetone), materiale esplosivo ad alto potenziale, artigianalmente lavorato e conservato in delle vaschette, due pistole, una revolver 'Taurus Brasil', calibro 357 magnum ed una replica di una Beretta '9x21' modificata, comprensiva di caricatore e due cartucce, di 45 cartucce calibro 357 magnum con ogiva piombata, 37 cartucce calibro 357 magnum con ogiva incamiciata, 35 cartucce prive di calibro identificabile e un caricatore.

Perquisendo poi l'auto di proprietà dell'uomo, i Carabinieri trovarono anche una mazza ferrata, 2 walkie-talkie, 2 cappucci in lana, un pantalone e una giacca a vento tutti di colore nero, materiale comunemente utilizzato per la commissione di rapine.

I COMPLICI E LE RAPINE - Da qui l’indagine svolta dai Carabinieri che ha consentito di identificare altri due uomini, di 27 e 28 anni, risultati essere suoi complici in numerose rapine ai danni di distributori di carburante ed a persone, tutte commesse nella zona dei Castelli Romani.

Il lavoro investigativo ha consentito di cristallizzare un quadro probatorio nei confronti dei suddetti indagati ritenuti responsabili della rapina del 21 gennaio presso distributore carburante IP di Velletri in via Cinque Archi. In quel caso i rapinatori, armati di pistola a tamburo calibro 357 magnum, dopo avere minacciato il titolare dell’attività commerciale, si impossessarono dell’incasso.

Poi, ai tre, è stata ricondotta anche la rapina commessa il 29 ottobre 2015 ad Ariccia ai danni di un passante. La vittima è stata minacciata con una pistola e colpita al capo. Poi è stato rapinto di denaro, un telefono cellulare e una penna in oro. Due degli arrestati sono stati accompagnati nel carcere di Velletri. Al terzo complice l’ordinanza è stata notificata presso il carcere di Pescara, dove si trova detenuto per un’altra vicenda giudiziaria.

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