Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Arbitro aggredito a San Basilio: summit al Viminale con Salvini. Ora pene più severe

Il Ministro dell'Interno: "Lavoro da cinque mesi per presidiare i confini, non pensavo ci fossero da difendere anche i campi da calcio"

Il mondo del calcio, e non solo, si sono stanno unendo attorno a Riccardo Bernardini, arbitro 24enne, aggredito a Roma al termine di una partita del campionato di Promozione, giocata nell'impianto del Francesca Gianni a San Basilio. Il giovane era stato soccorso, e salvato, da Yuri Alviti, ex ultrà della Lazio che a RomaToday ha raccontati i fatti.

Dopo l'episodio di violenza l'Aia, l'associazione italiana arbitri, ha comunicato che per questa settimana non manderà i propri tesserati a dirigere le gare sui campi della regione. Una fatto appoggiato anche dal Governo e dalla Figc come dimostrato anche dall'incontro tenutosi questa mattina al Viminale dove, oltre a Marcello Nicchi, numero uno di Aia, hanno partecipato anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti e il presidente della Figc, Gabriele Gravina.

Tutti hanno promesso più severità, anche con pene più dure. "Siamo di fronte a un'emergenza educativa. Lavoro da cinque mesi per presidiare i confini, non pensavo ci fossero da difendere anche i campi da calcio", ha detto Salvini che ha parlato di "sanzionare pesantemente i delinquenti". "Con oggi si cambia, chi sbaglia paga e paga pesantemente. Come ho dimostrato di difendere i confini, difenderò i campi di calcio. È il momento di voltare pagina".

"Si parla di centinaia di aggressioni e ricoveri al pronto soccorso per ragazzi che hanno una passione, plaudo all'iniziativa di sospendere i campionati sperando che sia l'ultimo segnale da mandare prima dell'allarme", aggiunge Salvini. "Farò tutto il possibile per riportare disciplina, ordine, rispetto, buona educazione e sanzioni sui campi".

Pugno duro che annuncia anche Nicchi: "Oggi è arrivato il punto zero - dice - da qui dobbiamo ripartire per un calcio pulito, corretto. L'Associazione italiana arbitri non accetta e non accetterà più di mandare al massacro i nostri ragazzi. Non vogliamo arrivare all'extrema ratio di non mandare gli arbitri sui campi". Linea condivisa anche dal presidente della Figc Gravina: "Tutti devono sapere che chiunque sfiora un arbitro deve pagare con pene che possono arrivare fino all'allontanamento. Non vogliamo più queste persone nel nostro mondo", e l'argomento verrà affrontato nel prossimo consiglio Figc.

Supporto espresso anche dal numero uno del Coni Giovanni Malagò: "Serve indispensabilmente crescere di cultura a 360 gradi - ha detto a margine di un evento a Palazzo H a Roma - per tutti coloro che operano nel mondo del calcio e nello sport in generale: nel calcio, perché è sicuramente il settore maggiormente caratterizzato da questi episodi, ma anche in tutta la comunità formata da allenatori, dirigenti, atleti, tifosi e addirittura familiari".

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