Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Appalti Enac, 4 fermi: in carcere consulente Bersani e tre imprenditori

Una prassi diffusa di ricorso al meccanismo della corruzione ad esponenti delle istituzioni e della politica. In carcere quattro imprenditori

Un appunto contenente  nomi di amministratori pubblici e politici con l'indicazione di cifre e un appalto Enac, non ancora aggiudicato per la gestione del servizio di linea aerea per collegare l'Isola D'Elba con Pisa e Firenze e Roma Urbe. Dalle pieghe dell'inchiesta della procura di Roma su un giro di tangenti legato proprio all'assegnazione dell'appalto emerge un quadro di una prassi diffusa di ricorso al meccanismo della corruzione ad esponenti delle istituzioni e della politica.

L'APPUNTO - Dell'appunto si parla nell'ordinanza di custodia cautelare notificata oggi dal nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza al membro del cda di Enac , già consulente di Pierluigi Bersani quando, tra il 1999 ed il 2001, fu ministro dei Trasporti, e a tre imprenditori, Viscardo Paganelli ed il figlio Riccardo, rispettivamente director e amministratore della società Rotkopf Aviation Limited, controllante la Rotkopf Aviation Italia (vincitrice della gara bandita da Enac), nonché, ma solo per 45 giorni ad un personaggio vicino a Pronzato. L'appunto è stato sequestrato a Viscardo Paganelli. Conterrebbe sei-sette nomi, e tra loro ci sono anche politici e soggetti istituzionali. Le somme indicate ammontano complessivamente a circa 150/200 mila euro. Alcune risultano contabilizzate, ma altre no. Il sospetto è che si tratti di
tangenti. Ma su nomi e circostanze, in procura, le bocche sono cucite.

ARRESTI - I quattro finiti oggi in carcere, per fatti che vanno dalla fine 2010 all'inizio 2011, sono accusati di corruzione. Il pm Paolo Ielo aveva sollecitato la misura cautelare, anche per un altro indagato, Giovanni Perracchione, ma il gip ha ritenuto di non accoglierla. Ielo, in particolare, ha accertato che dietro le 'agevolazioni' di Pronzato, arrestato a Genova, ai Paganelli per la partecipazione della loro società di low cost alla gara di appalto si celava una tangente da 40 mila euro. Cifra, tra l'altro, indicata nell'appunto sequestrato a Viscardo Paganelli. A far da mediatore tra gli imprenditori e Pronzato è stato un altro indagato, Vincenzo Morichini, ex amministratore del consorzio di agenzie Ina Assitalia di Roma, e soggetto vicino a Massimo D'Alema. Proprio le ammissioni di Morichini ("consegnai 40 mila euro a Pronzato in due tranches e lui me ne diede la metà") ha consentito di chiarire la vicenda e, probabilmente, gli hanno risparmiato il carcere. Le agevolazioni sono consistite nel far ottenere a Rotkopf, anche tramite pressioni ad Enac, il Certificato operatore aereo (Coa), necessario per l'ammissione alla gara. Morichini è un personaggio del quale aveva parlato, sempre al pm Ielo, l'imprenditore umbro Pio Piccini, ex presidente del gruppo Omega, arrestato l'11 luglio scorso nell'ambito dell'inchiesta sul crac Agile-Omega. Questi, tra l'altro, aveva accennato alla "natura lobbistica-affaristica dei rapporti intrattenuti con Morichini, finalizzati in sostanza ad  'agevolare' l'acquisizione di appalti sfruttando i suoi legami con esponenti politici e delle pubbliche amministrazioni". Piccini parlò di 2.500 euro mensili corrisposti a Morichini per la sua attività di intermediario, oltre "ad una percentuale del 5 percento del valore degli affari procacciati - ricorda il gip nell'ordinanza di custodia - suddivisa tra Morichini e la sua società (Sdb), la Fondazione Italiana Europei ed il Partito Democratico". Nell'ordinanza di custodia cautelare è contestato anche un altro episodio: una fattura da 28 mila euro per operazioni inesistenti riconducibile alla Rotkopf e per la cui liquidazione Pronzato avrebbe fatto delle pressioni.
 

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