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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Cronaca

È morto Antonio Pennacchi, lutto nel mondo della letteratura: lascia moglie e due figli

Nel 1994, a 44 anni - sfruttando un periodo di cassa integrazione - Antonio Pennacchi si era laureato in lettere con una tesi su Benedetto Croce all'Università "La Sapienza" di Roma

Lo scrittore Antonio Pennacchi è morto martedì 3 agosto, nella sua casa di Latina. Pennacchi, vincitore del Premio Strega nel 2010 con 'Canale Mussolini', aveva 71 anni e sembra che sia stato colpito da un malore. Lascia, oltre la moglie la moglie Ivana, anche i figli Marta e Gianni. Era nato nel 1950 e aveva a lungo lavorato come operaio in una fabbrica del capoluogo. Si era sempre dedicato alla politica e poi alla scrittura. 

Con il romanzo Canale Mussolini aveva vinto il premio Strega nel 2010, facendo conoscere al pubblico la storia della bonifica dell'agro pontino. Sconcerto per l'improvvisa scomparsa di un personaggio che la città ha molto amato. Nel 1994, a 44 anni - sfruttando un periodo di cassa integrazione - Antonio Pennacchi si era laureato in lettere con una tesi su Benedetto Croce all'Università "La Sapienza" di Roma. 

Morto Antonio Pennacchi: una vita per la scrittura

Da ragazzo Antonio Pennacchi si iscrive all'Msi, ma viene espulso dopo qualche anno per una manifestazione antiamericana contro la guerra in Vietnam. Decide poi di aderire ai marxisti-leninisti di 'Servire il Popolo'. Successivamente entra, nell'ordine: nel Psi, nella Cgil, nella Uil, nel Pci e di nuovo nella Cgil. E' stato operaio per quasi trent'anni, trascorsi per lo più a turni di notte, presso la Fulgorcavi (poi Alcatel Cavi, poi Nexans) di Borgo Piave, a Latina. L'ultima espulsione - quella dalla Cgil nel 1983, a firma di Sergio Cofferati, allora segretario dei chimici - l'ha convinto a chiudere con la politica attiva. Così s'è rimesso a studiare e a scrivere.

Dagli esordi al Premio Strega: le opere di Pennacchi

Nel 1994, c'è stata la pubblicazione per Donzelli di ''Mammut'', che in 8 anni aveva collezionato 55 rifiuti da 33 diversi editori (ad alcuni lo rispediva cambiando titolo). Seguiranno, sempre per Donzelli, ''Palude'' (1995) e Una Nuvola Rossa (1998) e, con Vallecchi, ''L'Autobus di Stalin e altri scritti''. Nel 2003 per Mondadori pubblica il romanzo ''Il fasciocomunista''. che vince il Premio Napoli e da cui è tratto il film ''Mio fratello è figlio unico'', diretto da Daniele Luchetti. Nel 2006, sempre con Mondadori, esce la raccolta di racconti ''Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni''. Nel 2008, per Laterza, viene pubblicato ''Fascio e Martello. Viaggio per le città del Duce''.

Nel 2010, per la casa editrice Mondadori, esce ''Canale Mussolini'', con cui Antonio Pennacchi vince il Premio Strega ed è finalista al Premio Campiello. Sempre nel 2010 esce, per Laterza, ''Le Iene del Circeo''. Hanno fatto seguito ''Storia di Karel'' (2013), ''Camerata Neandertal. Libri, fantasmi e funerali vari'' (2014), ''Canale Mussolini. Parte seconda'' (2015), ''Il delitto di Agora'' (2018), rivisitazione del thriller ''Una nuvola rossa'' pubblicato nel 1998, e ''La strada del mare'' (2020). Nel 2011, in occasione delle elezioni comunali di Latina è tornato alla politica attiva sostenendo Futuro e Libertà e ottenendo l'1,05% delle preferenze. Pennacchi ha collaborato con ''Limes'' e suoi scritti sono apparsi su 'Nuovi Argomenti', 'Micromega' e 'La Nouvelle Revue Française' 

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