Labico sotto choc. Cosa c’è dietro la drammatica morte del consigliere Antonio Dell’Omo?

Si fa sempre più concreta la pista che porterebbe al suicidio. Un gesto estremo che però, al momento, non trova nessuna spiegazione plausibile

Un’altra morte drammatica, dopo quella del giovane Valerio Frijia avvenuta a gennaio 2018 nei pressi della stazione ferroviaria, ha riportato la piccola cittadina di Labico sulla ribalta delle cronache regionali. La morte del consigliere comunale Antonio Dell’Omo avvenuta sabato scorso vicino al mare, nei pressi di Foce Verde, a Latina, ha scosso gli abitanti della cittadina a sud di Roma e tutti coloro che l’hanno conosciuto nel suo breve percorso politico.

Con il passare delle ore si fa sempre più concreta la pista che porterebbe al suicidio, avvenuto con un colpo di pistola alla testa. Un gesto estremo e volontario che però, al momento, non trova nessuna spiegazione plausibile. Si cerca di capire anche il perché della scelta del luogo, ovvero il ponte in località Mascarello nei pressi di Foce Verde. Qui da qualche tempo aveva preso una casa e qui Dell'Omo aveva portato il suo domicilio, pur lasciando la residenza a Labico dove viveva con la moglie Viola e la figlia. Secondo quanto si apprende Dell’Omo sarebbe stato visto da un passante parlare al telefono in maniera piuttosto animata qualche minuto prima delle tragica morte.

Per cercare di ricostruire un quadro più articolato sulla figura di Antonio dell’Omo, maresciallo dei Carabinieri che dopo diversi anni di servizio a Labico era andato a lavorare prima al centro di Roma e nei mesi scorsi era stato trasferito al comando di Roma Casilina in via Tor Tre Teste, abbiamo sentito telefonicamente l’ex sindaco di Labico Alfredo Galli che è stato il primo a credere nelle capacità politico amministrative di Dell’Omo.

“Verso novembre lo avevo sentito al telefono – dice a Frosinonetoday.it l’ex sindaco - per parlare come sempre di alcune vicende amministrative e ci eravano soffermati sulla vicenda delle barriere della pista ciclabile che dopo una sua denuncia il comune era stato “obbligato” da Astral a togliere. In quell’occasione mi era sembrato molto tranquillo. Mi aveva parlato anche del fatto che era stato trasferito a Tor Tre Teste cosi da potere essere più vicino alla sua casa qui a Labico”.

Come è nata la sua passione per la politica e per l’amministrazione?  “Il mio ultimo mandato da sindaco – dice ancora Galli - è stato molto “travagliato” e lui spesso mi veniva a trovare in comune mentre già lavorava a Roma e mi dava dei consigli su come agire. Ho sempre visto in lui delle capacità critiche e delle competenze specifiche sulle norme fuori del comune. Ad inizio 2017 con il nostro gruppo politico abbiamo deciso di candidarlo a sindaco perche era una persona che non aveva paura di prendersi le proprie responsabilità. Una persona molto caparbia e determinata che poteva portare avanti alcuni temi fondamentali per la nostra cittadina. Dell'omo e Galli def-2L’estate scorsa facemmo l’ultima riunione come gruppo per fare il punto della discussione ed in quella occasione abbiamo avuto punti di vista divergenti su come portare avanti l’azione politica. Noi eravamo più per l’azione consiliare con gli strumenti come interrogazioni e mozioni, mentre lui era deciso a portare avanti, anche sul piano personale, una serie di denunce su alcune vicende che sono ancora in corso”.

Ricordiamo che lo stesso Dell’Omo nell’estate del 2019 aveva ricevuto una lettera con delle minacce di morte e con dei proiettili e anche su questa vicenda che lasciò tutti senza parole le indagini erano ancora in corso.

In queste ore il palazzo comunale è stato listato a lutto e la giunta decretrà il lutto cittadino per il giorno del suo funerale. Intanto, tra gli amici si fa strada l’idea di una veglia di preghiera che si dovrebbe tenere nei prossimi giorni sempre nel massimo rispetto delle norme anti covid-19.

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