Armellini si accorda con il Fisco: 50 milioni per le 1.243 case non dichiarate

Angiola Armellini, l'imprenditrice romana indagata per non aver dichiarato la proprietà di oltre mille immobili, avrebbe chiuso un accordo col Fisco

Sarebbe pronta a scrivere la parola fine sulla sua "vertenza" con l'Erario. Angiola Armellini, la figlia del noto costruttore romano Renato, indagata dalla Procura di Roma perché non avrebbe mai dichiarato al Fisco la proprietà di ben 1243 immobili, sarebbe pronta a saldare i conti. 

In base all’accordo con l’Agenzia delle Entrate che sta per essere firmato, secondo quanto riferisce "La Repubblica", la Armellini dovrebbe pagare circa cinquanta milioni di euro. Trentasette servirebbero per coprire le imposte allo Stato, dieci milioni andrebbero al comune di Roma come "risarcimento" per l'Imu presumibilmente evaso. 

Il pm Paolo Ielo aveva iscritto la Armellini, che si era difesa chiarendo di non essere "la regina degli evasori", nel registro degli indagati insieme a undici presunti complici, tra prestanome e commercialisti, per associazione a delinquere. Alla donna sono contestati anche i reati di "omessa dichiarazione dei redditi e dichiarazione infedele".

Al momento dell'apertura dell'indagine il colonnello del Nucleo tributario di Roma, Paolo Borrelli, aveva spiegato: "L'inchiesta -ribattezzata All Blacks - è durata un anno e mezzo". I fabbricati, presumibilmente non dichiarati, si troverebbero soprattutto nel Comune di Roma e, sulla carta, sono di proprietà di "varie società di diritto estero con sede legale in Lussemburgo". 

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Di fatto, avevano spiegato le fiamme gialle, la signora Angiola Armellini risiederebbe in un lussuoso appartamento - attico e superattico - nella centralissima Roma medievale. La casa in questione non sarebbe mai stata classificata come civile abitazione. La mappa dei luoghi utilizzati dall'imprenditrice erede del noto immobiliarista per nascondersi al Fisco - secondo gli investigatori della Guardia di finanza - apparirebbe variegata e comprende: Principato di Monaco, Lussemburgo, Svizzera, Nuova Zelanda, Jersey e Bahamas. 
"Alla stessa manager - aveva spiegato Borrelli - ad oggi, sono di fatto riconducibili, ancorché siano stati intestati (sino ad alcune settimane orsono) a vari soggetti giuridici di diritto estero, ben 1243 unità immobiliari, costituite da tre alberghi nonché appartamenti e relative pertinenze, la quasi totalità ubicati nella Capitale". (leggi la notizia su Today.it)

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