Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Bancarotta fraudolenta, arrestato l'imprenditore Angelo Proietti

Ai domiciliari l'amministratore della Edil Ars importante società edile di Roma che svolgeva lavori anche per il Vaticano. Si era occupato della ristrutturazione della casa dell'ex ministro Tremonti

L'imprenditore edile romano Angelo Proietti è agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta. Nella mattinata odierna, su ordine del GIP del Tribunale di Roma dottoressa Cinzia Parasporo, i finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno eseguito un'ordinanza nei confronti del 61enne, imprenditore edile indagato insieme ad altri quattro soggetti per il reato di "bancarotta fraudolenta aggravata" per aver "distratto ingenti somme di denaro dal patrimonio sociale di due società al medesimo riconducibili ed aver cagionato, di conseguenza, il loro fallimento".

L'OPERAZIONE - Il provvedimento, emesso su richiesta del Pubblico Ministero, giunge al termine di una complessa indagine di polizia giudiziaria che ha interessato, in prima battuta, la Edil Ars Srl, società con sede in Roma amministrata da Proietti ed esercente l'attività di lavori edili in genere con particolare riguardo alla costruzione di edifici e loro restauro nonché alla conservazione e restauro di opere d'arte.

La ricostruzione delle vicende societarie della società, titolare di contratti di appalto con diverse istituzioni ed enti del Vaticano, Ministeri e Sogei S.p.a., secondo la GdF "aveva fatto emergere che la stessa, che negli anni dal 2007 al 2012 aveva accumulato una notevole quantità di debiti tributari, nel maggio del 2013, era stata incorporata nella Emiroma Srl, società romana sempre amministrata dal Proietti".

Solo pochi giorni prima di tale fusione, tuttavia, la Edil Ars, che già nel 2012 aveva presentato domanda di concordato preventivo al Tribunale di Roma, aveva ceduto il principale ramo d'azienda alla "A.P. Costruzioni generale S.r.l. (società sempre riconducibile al Proietti) con una operazione gravemente squilibrata: per circa 2,5 milioni di euro erano state cedute le immobilizzazioni materiali ed i contratti in corso, con esclusione dei debiti e dei crediti aziendali".

PRELIVI ANOMALI - A seguito della notevole situazione debitoria che, pertanto, rimaneva in carico alla cedente, il Tribunale di Roma, su richiesta del PM titolare del procedimento, dichiarava il fallimento della Emiroma nel maggio 2015 e successivamente, nel marzo 2016, anche della A.P. Costruzioni.

Dalle indagini svolte dalla Guardia di Finanza soprattutto attraverso l’esame della documentazione bancaria relativa ai conti delle società, nonché attraverso le attività tecniche di intercettazione condotte nei confronti dell’indagato, è "risultato evidente l'intento fraudolento delle operazioni poste in essere da Proietti quale dominus di tutte le entità giuridiche a lui riconducibili".

Emergevano infatti, da un lato, il mancato pagamento da parte della A.P. Costruzioni del corrispettivo della citata cessione d'azienda, dall'altro "una serie ingentissima ed anomala di prelievi di denaro contante effettuati nel corso degli anni da parte di Proietti che non hanno trovato giustificazioni plausibili soprattutto in relazione alle dimensioni delle società interessate".

11 MILIONI DI EURO - Inoltre, nel periodo in cui la società Emiroma versava già in evidente stato di difficoltà finanziaria ed addirittura in un periodo successivo alla domanda di fallimento richiesta dal PM, sono stati accertati "numerosi versamenti effettuati a titolo di finanziamento alla A.P. Costruzioni", versamenti il cui carattere distrattivo è pertanto risultato evidente. Infine, grazie agli esiti di una rogatoria effettuata presso il Vaticano, è stato possibile accertare "la disponibilità da parte di Proietti di conti personali presso lo IOR, conti sui quali egli incassava direttamente ingenti pagamenti che avrebbero dovuto invece essere effettuati alla società fallita, in quanto riferibili ai lavori edili fatti dalla Edil Ars, società che si pubblicizzava come impresa appaltante di lavori presso lo Stato Pontificio, per conto dell'Apsa e di enti religiosi".

In particolare, su uno di tali conti nel decennio 2004/2014 Proietti ha effettuato movimentazioni in uscita, quasi esclusivamente per contanti, "per circa 9,5 milioni di euro". Nel complesso, sono state contestate "condotte distrattive per oltre 11 milioni di euro". IL GIP ha anche disposto il "sequestro preventivo nei confronti di Proietti dei saldi dei rapporti bancari a lui intestati presso lo IOR". Proietti, che si era occupato della ristrutturazione della casa messa a disposizione dell'ex ministro Giulio Tremonti, è ai domiciliari. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Bancarotta fraudolenta, arrestato l'imprenditore Angelo Proietti

RomaToday è in caricamento