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Cronaca

Chi era Andrea Pignani: il killer di Ardea che ha ucciso Salvatore Ranieri, Daniel e David Fusinato

Subito dopo il triplice omicidio si è barricato in casa per oltre tre ore e si è suicidato. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione lo hanno trovato morto in camera da letto

Si chiamava Andrea Pignani, il killer di Ardea autore di una vera e propria strage, che ha ucciso Salvatore Ranieri, Daniel e David Fusinato. Ingegnere informatico, era da qualche tempo disoccupato. Un uomo problematico di 34 anni che, dopo aver ucciso l'anziano e i due fratellini, è stato trovato morto in casa. Un suicidio al termine di una domenica di follia.

Colpi di pistola che hanno terrorizzato e tenuto in scacco un intero quartiere con un'arma che, secondo quanto emerso, non sarebbe stata mai segnalata alle forze dell'ordine, almeno da quando il padre, una guardia giurata che la pistola la deteneva legalmente, morì lo scorso inverno.

Un decesso, quello del padre di Pignani appunto, non dichiarato alle forze di polizia con la pistola con la quale prestava servizio, di conseguenza, rimasta non censita. A quanto pare Andrea Pignani avrebbe preso l'arma del padre morto usandola per uccidere. In passato era stato sottoposto a Tso, il trattamento sanitario obbligatorio, ma nonostante questo, però, non risulterebbe in carico né al centro di igiene mentale di Ardea, né presso alcun professionista privato. 

Secondo il presidente del consorzio Colle Romito Romano Catini: "Pignani era arrivato da pochi mesi e da subito aveva creato problemi al consorzio. Alcune volte era già capitato che uscisse di casa e sparasse in aria. Avevamo segnalato la cosa ma non si era capito se avesse un'arma vera o una scacciacani". Dichiarazioni ora al vaglio degli inquirenti. Stando a fonti dell'Arma, infatti, non sarebbe stata mai presentata nessuna denuncia ai militari di Ardea da parte dei residenti del consorzio di Colle Romito contro Andrea Pignani.

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Il 34enne era da solo e nei mesi scorsi, come confermato anche da qui vive lì, aveva deciso di raggiungere la madre nella sua abitazione di Colle Romito. Nel suo passato un unico episodio di minacce alla mamma con un coltello, più di un anno fa. Un fatto avvenuto in casa per cui intervennero i carabinieri e per il quale fu portato in ospedale per gli accertamenti del caso con - appunto - quell'unico Tso riscontrato. Poi, in una domenica di follia, gli spari, tre omicidi ed un suicidio.  

Le indagini sono concentrate anche sui presunti rapporti con le vittime dai quali però non sarebbe trapelato alcun legame, neanche con Domenico Fusinato, il padre dei due fratellini uccisi. Così come non risulterebbero, dopo una prima ricostruzione, diverbi pregressi tra le famiglie. Neanche con quella di Salvatore Ranieri. Insomma, per gli investigatori si tratterebbe di un gesto istintivo di una persona problematica che, probabilmente, sarebbe dovuta essere in cura già da tempo, ma così non è mai stato. 

Articolo aggiornato con la foto di Andrea Pignani alle 16:30 del 14 giugno
 

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