rotate-mobile
Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca Piazza Venezia

Anarchici in fermento: presidio davanti alla corte di Cassazione contro il 41bis

Proseguono le iniziative in solidarietà ad Alfredo Cospito

Presidio anarchico a Roma il prossimo 25 gennaio. Proseguono e si diffondono nella Capitale, in Italia ed anche fuori dai confini nazionali le iniziative in solidarietà ad Alfredo Cospito e contro il 41bis. Dopo i fatti di Bologna di giovedì sera, dove gli anarchici in sit in contro l'ergastolo ostativo hanno imbrattato e danneggiato bancomat ed istituti di credito anche il presidio romano sarà svolto sotto l'occhio vigile delle autorità al fine di evitare tensioni come accaduto nel capoluogo felsineo. 

Compagni e compagne sceneranno ancora in piazza a Roma per l'anarchico pescarese in sciopero della fame nel carcere di Bancali di Sassari, dove è detenuto da oltre 10 anni per la gambizzazione dell'allora ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi e per aver fatto esplodere due ordigni a basso potenziale presso la Scuola Allievi Carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo, la cui deflagrazione non ha causato vittime. Alfredo Cospito è in sciopero della fame da tre mesi. 

Anarchici a Roma il 25 gennaio 2023

Come si legge su Rivoluzioneanarchica, portale che aggrega le informazioni di 209 collettivi anarchici: "Il 25 gennaio in cassazione è prevista l’udienza per il riesame delle nuove norme sull’ergastolo ostativo. Si tratta dell’ennesimo balletto intorno al totem della costituzione, feticcio per sinceri democratici e sciacalli riformisti. Saremo in piazza per ribadire la nostra solidarietà ad Alfredo Cospito in sciopero della fame da più di tre mesi, contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo. Al fianco di tutti gli anarchici e i rivoluzionari privati della libertà! Morte alla società carceraria, a tutti gli Stati e alle istituzioni che li sorreggono! Non un passo indietro! Per l’anarchia! Mercoledì 25 gennaio 2023, alle ore 11:00, in piazza Cavour, davanti alla Corte di Cassazione, a Roma".

Perché Roma è piena di scritte contro il 41bis

Il presidio in piazza Venezia

Anarchici romani che lo scorso 19 gennaio erano scesi in piazza Venezia, in centro storico a Roma, in un presidio in solidarietà a Cospito. "Alfredo andrà fino in fondo". Le parole lo scorso giovedì di Nicola De Maria, "militante prigioniero" delle Brigate Rosse, colonna Walter Alasia.  40 i militanti che hanno partecipato al sit-in. "Mattarella tace sui diritti umani e fa finta di non sapere che in Italia c'è un anarchico da 90 giorni in sciopero della fame. Come fa l'Italia a dare lezioni di diritti umani e democrazia agli altri paesi?". È quanto ha scandito al megafono un anarchico che ha partecipato al presidio-assemblea di piazza San Marco, adiacente a piazza Venezia. 

Cospito, primo anarchico al 41 bis, è detenuto da oltre 10 anni al Bancali di Sassari per la gambizzazione dell'allora ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, ed è in sciopero della fame da tre mesi. Esponente della Federazione anarchica informale, è anche accusato di strage per due ordigni esplosi nei pressi della scuola allievi carabinieri di Fossano (Cuneo) nel 2006, che non provocarono feriti.

Presidio anarchici Roma 25.01.2023

Il medico di Alfredo Cospito 

"Speriamo si sblocchi qualcosa perché siamo sull'orlo del precipizio". Lo ha detto - in un audio in possesso all'Adnkronos - la dottoressa Angelica Melia, medico di fiducia di Alfredo Cospito, all'avvocato Flavio Albertini Rossi che lo assiste. E' stata lei a visitare lo scorso 19 gennaio l'anarchico recluso in regime di 41 bis nel carcere di Bancali, a Sassari. "La situazione è stazionaria - ha spiegato ancora al legale - sta esaurendo il grasso ed è iniziato il catabolismo proteico, i muscoli sono ipotonici e ipotrofici, ridotti di volume. Mi ha chiesto se può camminare nell'ora d'aria, gliel'ho sconsigliato perché consumando ulteriori calorie precipita la situazione, anche se lui sta discretamente bene".

Dossier: tutti i luoghi dell'anarchismo a Roma 

"Inferno dal quale non mi faranno tornare"

"E' l'inferno dal quale mai mi faranno tornare a riveder le stelle". Alfredo Cospito, detenuto al carcere di Bancali, ha descritto così al suo avvocato Flavio Albertini Rossi la sua vita al 41 bis. "C'é una finestra nella cella di due metri e mezzo per tre metri e mezzo - racconta il suo legale all'Adnkronos - una finestra schermata dal plexiglass che non si apre quasi mai e che si affaccia, al di là delle sbarre, su un cubicolo interno circondato da muri di cemento alti metri e metri, schiacciati da una rete metallica a chiudere il quadrato di cielo. Cospito vive in quella cella da solo, come impone il regime carcerario al quale è sottoposto, ci passa 21 ore della sua vita. Le restanti tre le divide tra socialità, un colloquio di un'ora con gli altri 3 detenuti del suo gruppo di socialità, e due ore d'aria in quella sorta di cubicolo di cemento dal quale non può vedere un albero, una siepe, un fiore o un filo d'erba, un colore, solo sbarre e cemento".

"Qual è la finalità di questo trattamento, il 41 bis non dovrebbe servire unicamente a recidere le comunicazioni con gli associati all'esterno del penitenziario? Rappresenta una punizione aggiuntiva oppure il tentativo di indurre il detenuto a fare ciò che volontariamente non farebbe mai? - chiede allora l'avvocato dell'anarchico - Perché rinchiudere queste persone esclusivamente in istituti penitenziari che si trovano su isole, costringendo i parenti a raggiungerli con viaggi-odissee per parlarci una sola ora al mese attraverso un vetro con il citofono? Perché consentirgli una sola telefonata al mese, chiaramente registrata, in alternativa al colloquio visivo, e per soli 10 minuti? Perché - incalza - non consentirgli di sentire e vedere i familiari con maggiore frequenza, quale scopo persegue questa disciplina?".

Il 41 bis

"Cos'è il 41 bis? Una micro sezione dove si è costretti a vegetare in cella 21 ore al giorno, altro che rieducazione ed articolo 27 della Costituzione. No, Cospito non ha una vocazione suicida, non vuole morire, ha tanta voglia di vivere - dice ancora l'avvocato Albertini Rossi all'Adnkronos - ma vorrebbe farlo degnamente. Solo 204 detenuti su 750 sono condannati all'ergastolo, ciò vuol dire che moltissimi di loro transitano dal 41 bis alla libertà. Ha senso tutto questo? Per i detenuti nemmeno il conforto dei libri, la merce più rara per quanti si trovano al 41 bis: o non li autorizzano, come avvenuto con quelli scritti dalla Cartabia o da Manconi solo per citarne alcuni, o, quando permessi, sono consegnati al con estremo ritardo. La biblioteca di reparto, poi, è composta di soli 170 testi, per lo più puerili e infantili".

Cospito in sciopero della fame 

"Alfredo Cospito è in sciopero della fame dal 20 ottobre scorso - racconta ancora il suo legale - assume solo gli integratori che gli permettono di sopravvivere. E' una sua scelta non mangiare, anzi prima del 20 ottobre scorso mi ha sempre descritto come buona la qualità del cibo a Bancali. Ti nutrono certo, ma sempre lì stai, in un regime che recide totalmente qualsiasi relazione umana, dove non vedi la natura, dove lo sguardo privo di profondità abbassa la vista, dove sei sottoposto a prescrizioni il cui l'unico scopo è avvilirti, umiliarti, fiaccarti, piegarti, privarti di identità e dignità. Come un pesce rosso ben nutrito, costretto a nuotare in un acquario dove tutto è sempre uguale a se stesso".
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Anarchici in fermento: presidio davanti alla corte di Cassazione contro il 41bis

RomaToday è in caricamento