Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

"Rischio amianto all'Umberto I": altra interrogazione dell'Idv alla Polverini

La prima interrogazione è stata presentata dal Pd nel 2009 alla Camera ma fino ad oggi nessuna risposta. Il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, Vincenzo Maruccio si rivolge nuovamente alla Regione

"Rischio amianto al Policlinico Umberto I". La prima interrogazione per mettere in luce il problema, presentata dal Pd alla Camera, risale al 2009, 28 luglio per la precisione. A distanza di quasi tre anni è l'Idv a rilanciare un allarme che, nonostante ben diciassette solleciti alle istituzioni, non si può certo dire abbia attirato l'attenzione. L'autore dell'interrogazione rivolta alla governatrice Renata Polverini sullo smaltimento dell'eternit nella struttura ospedaliera è il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, Vincenzo Maruccio, che dichiara: "Già ne documento del 2009 si denunciava la presenza di amianto in nove reparti, ma nonostante i diciassette solleciti, l'ultimo dei quali in data 16 novembre 2011, quel testo non ha ricevuto risposta".

Intanto, come spiega Maruccio, "nella giurisprudenza penale è stata introdotta la responsabilità degli enti per le malattie da esposizione ad amianto e l'articolo 55 del Testo unico punisce il datore di lavoro che omette la valutazione dei rischi". E, a quanto pare, il nosocomio era già stato punito nel 2009 quando la "Asl RmA multò per seimila euro il Policlinico che non aveva provveduto a mettere in atto completamente il programma di controllo sui materiali contenenti amianto in matrice friabile, nonostante la Regione avesse deliberato la programmazione di interventi di bonifica negli edifici pubblici".


"Considerando gli atti di diffida presentati dalla Fials (sindacato lavoratori sanità, ndr) e l'esposizione all'amianto cui sono esposti non solo i lavoratori, ma anche i pazienti e i visitatori che giornalmente si recano al Policlinico, l'IdV chiede alla Polverini di sapere se il progetto di smaltimento sia in fase di realizzazione o progettazione; quanti e quali siano le strutture effettivamente censite e bonificate e quali siano i motivi del ritardo della bonifica; l'importo dettagliato di spesa, il nome delle ditte di smaltimento e i luoghi dove i materiali siano stati collocati; l'eventuale numero di soggetti colpiti da patologie amianto-correlate. Non ci è dato sapere - conclude Maruccio - l'importo economico per la bonifica, così come rimangono sconosciute le strutture censite".

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