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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Alluvione Capitale: Roma sommersa dall'acqua e invasa dal fango

Caduti in 12 ore fino a 130 millimetri d'acqua. Da Boccea alla Valle Galeria, da Prima Porta all'Infernetto, il racconto è quello di una zona alluvionale, con tanto di sfollati, evacuati, posti letto d'emergenza e feriti

Temporale autorigenerante. E' questo il fenomeno che ha investito e mandato in tilt la Capitale nella notte e nella mattinata di oggi, venerdì 31 gennaio 2014. Una nuova data che entra nella storia recente della Capitale. Come il nubifragio del 20 ottobre 2011 o come le nevicate del febbraio 2012. E se allora fu Alemanno a finire nell'occhio del ciclone, è oggi Marino a pagare lo scotto delle feroci critiche piovute addosso da cittadini e politici dell'opposizione. Già perché ancora una volta la città, soprattutto nel suo tessuto periferico, non ha retto. Da Boccea alla Valle Galeria, da Prima Porta all'Infernetto, il racconto è quello di una zona alluvionale, con tanto di sfollati, evacuati, posti letto d'emergenza e feriti. Nessun morto, ma tanta paura che per le zone colpite non è ancora finita. Ed ora la città trattiene il fiato per il Tevere. Cresce infatti il livello del Biondo e gli esperti non sono ancora in grado di dire quanto potrà essere critica la situazione tra domani e dopo domani.

Protezione Civile: "Allerta meteo per le prossime 36 ore"
Protezione civile: limitare al massimo gli spostamenti | Boccea sommersa dall'acqua | Chiuse tre fermate della metro | Raccordo in tilt | Municipio XIV in emergenza | Ostia e Acilia paralizzate | Valmelaina allagata | Settebagni allagata | Emergenza a Capena: numerosi salvataggi negli scantinati allagati

AUTORIGENERANTE - Immaginate di tirare una linea longitudinale che taglia Roma da Nord a Sud. Fatela partire dalla zona di Fiano Romano, per vederla terminare nel X municipio, sul mare a Ostia. Ecco lungo quella linea nella notte scorsa si sono fusi due fronti temporaleschi, uno da nord e uno da sud, generando quello che gli esperti chiamano autorigenerante, ovvero un sistema temporalesco più intenso che si autorigenera per molte ore dando vita a precipitazioni intense e di una durata maggiore. Così per 10, 12 ore la Capitale è finita sotto un violento nubifragio. Violento, ma non violentissimo. Per intenderci il 20 ottobre 2011 caddero 160 milimetri di acqua, in poco più di tre ore. Tra stanotte e stamattina, ovvero in 12 ore, a seconda delle zone si sono contate tra i 90 e i 130 millimetri d'acqua. "Un fenomeno eccezionale", l'ha chiamato Marino. E chi segue la meteorologia non può che dargli ragione.

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GLI EFFETTI - Ciò che però esce dal campo della meteorologia è la capacità del suolo di assorbire l'acqua. E qui entriamo nelle responsabilità che non sono certo dell'attuale come non erano solo di Alemanno. A nord della Capitale sono le zone di Prima Porta e Giustiniana a contare i maggiori danni. Tanti i negozi distrutti e invasi dal fango. All'alba, per sfuggire alla furia dell'acqua, i cittadini si sono rifugiati sui tetti. A salvarli i vigili del fuoco. In strada fango e tanta acqua, con prati trasformate in risaie e strade in fiumi. A tracimare sono stati dei piccoli torrenti, delle marane, che hanno invaso l'intero quartiere.

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Percorrendo la linea immaginaria di prima si incontrano tutti i quartieri attorno alla via Boccea. Casalotti, Casal Selce, Selva Nera, Selva Candida, Casal del Marmo, Montespaccato, Pantan Monastero, tutti finiti sott'acqua, tutti sommersi. Anche qui scene di disperazione, con gente che ha perso casa o imprenditori che piangono le loro attività. I danni ancora non si conoscono, ma sono ingenti. Nella zona di Valle Aurelia, verso Cipro, sono franate due colline. Una via Morrica ha travolto sei senza tetto, finiti in ospedale per curare le ferite. Per fortuna stanno bene. Più verso il centro è il Monte Ciocci a franare. Nessun ferito in questo caso, ma rimane negli occhi l'impressionante massa di fango e detriti che riversatasi in strada.

Ancora più a sud, nel XI municipio, è stato il Rio Galeria ad esondare. Allagata l'intera valle. Anche qui è lunga la sfilza di quartieri finita allagata: Piana del Sole, Malagrotta, Valle Galeria, Castel di Guido, Monte Stallonara, tutti svegliati all'alba dalla furia del torrente. La più colpita è la zona di Piana del Sole dove 70 famiglie sono state per precauzione evacuate. Per loro notte alla Fiera di Roma. Anche qui la conta dei danni è ancora lontana. Tanta la paura per la coda dell'ondata di maltempo.

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E ancora verso più a sud è Ostia a finire sott'acqua. Impressionante l'elenco delle strade allagate: via del Mare, via Ostiense zona San Francesco, via Fogolla, Casalbernocchi, via Scartazzini, via Isole del Capoverde, via dei Velieri, largo delle Sirene, zona Idroscalo, zona Longarina, via Agostini Chigi, via Bazzini, via G.C. Cremoni, via Cremosano, via Wolf Ferrari, via Dennis, via Vannutelli, via Orazio Vecchi, via Nino Lamboglia, via Albosaggia, via delle Canarie altezza via dei Romagnoli, via Damiano Pinna, via Casavola, via Polinesia, via Fiorelli, viale di Castelporziano, via M. Asola, via Ferrero, via Scartazzini, via L. Torchi, via del Castello, via Giuseppe Lugli, via Orioli, via Montelius, Canale della Lingua, via Conone, corso Duca di Genova, via delle Aleutine, via dei Romagnoli, via Cantelli, via dei Traghetti, Punta del Saraceno, via Ottaviani, lungomare Duca degli Abruzzi, via Ruspoli, via del Rosmarino. Cinquanta i posti letto allestiti dai volontari della Croce Rossa, nella palestra dell'Istituto Comprensivo Parini, in via delle Azzorre 314 a Ostia, con bevande calde a disposizione  e 80 quelli nell'Istituto Alessandro Magno in via Oscar Ghiglia 266, ad Acilia. E qui si teme per l'arrivo dell'onda del Tevere che, ad ogni pioggia consistente, fa danni ingenti.

Già il Tevere. Gli occhi di tutti sono ora sul Biondo. I livelli sono da emergenza e gli esperti ancora non riescono a formulare una tempistica sull'onda di piena. Chiuso Ponte Milvio, dove il livello dell'acqua ha superato gli archi. La chiusura non si verificava dalla piena del 2012. Questi i livelli del fiume: a villa Spada e Fidene superati i 16 metri. A Ripetta siamo a quota 12. La protezione Civile monitora costantemente la situazione.

La Protezione civile di Roma per "domani e per le successive 12-18 ore prevede sul Lazio il persistere di precipitazioni sparse, anche a carattere di rovesci di forti intensità e forti raffiche di vento". Per questo motivo, si legge nella nota della Protezione civile capitolina "rimangono  attivi tutti i presidi operativi, le squadre di rafforzamento h24 della protezione civile di roma capitale e le unità di crisi municipali". Per ogni richiesta di informazioni o interventi è possibile contattare la sala operativa h/24 dell'ufficio protezione civile al numero 06.67109200 o al numero verde 800.854854. E la Protezione civile  del Lazio ha prorogato l'allerta nella regione per le prossime 24-36 ore (per info  la sala operativa regionale è contattabile al numero 803.555).

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