Castelnuovo di Porto, i migranti del Cara alluvionato denunciano: "Ci hanno lasciati soli"

I movimenti per il diritto all'abitare denunciano le condizioni di emergenza del centro di accoglienza a nord della capitale, allagato con il nubifragio di venerdì: "Senza assistenza per ore"

Per ore rifugiati sui piani alti, senza cibo né assistenza, mentre al pian terreno l'acqua invadeva ogni cosa. È questo quanto denunciano i migranti ospitati nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto che al piano terra è rimasto completamente allagato. La denuncia parte dai Movimenti per il diritto all'abitare che fin da venerdì hanno seguito la situazione del Cara: “Oltre 800 persone, uomini, donne e bambini, sono stati lasciati per oltre 48 ore in balia dell'inondazione, senza cibo, senza acqua potabile e costretti nei piani alti o sui tetti dell'edificio presidiato all'esterno dai blindati della polizia che non lasciavano entrare nessuno”.

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Venerdì mattina uno degli operatori presenti era rimasto folgorato ed era stato così trasportato d'urgenza all'ospedale Gemelli in gravi condizioni. Gli altri ospiti invece, di fronte all'acqua che continuava ad alzarsi di livello sono fuggiti ai piani superiori. “Della presenza dell'acqua a terra se ne è accorta una donna che si è alzata perché il figlio neonato piangeva perché voleva il latte” racconta un ospite in un video girato dai Blocchi precari metropolitani. “Così siamo corsi tutti ai piani superiori senza pensare altro che a salvarci”. Ora gli ospiti presenti sono stati sistemati ai piani alti: "Non c'è spazio e ci mancano le coperte" racconta un uomo. "Anche l'acqua che scende dal rubinetto è sporca". Intanto tutte le loro cose, compresi i documenti, sono state rovinate dall'acqua.

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