Cronaca

Corruzione per l'assegnazione delle case Ater: 2000 euro per scavalcare le graduatorie

Le indagini della polizia e della polizia locale hanno smascherato un canale parallelo che riguardava anche i locali commerciali

Mille Euro per un indirizzo della casa popolare da poter occupare, fra i 1500 ed i 2000 Euro per ottenere dei nulla osta al fine di regolarizzare la residenza nell'alloggio popolare occupato in precedenza. E' una storia di "ordinaria corruzione", come l'ha definita il Procuratore Paolo Ielo, quella portata alla luce nell'ambito dell'Operazione Anaconda che ha portato all'arresto di sei persone accusate, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei reati di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico e falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. 

Corruzione per l'assegnazione degli alloggi Ater

Ma come funzionava il sistema? Semplice, si pagava il funzionario e si scalava la graduatoria per l'assegnazione delle case popolari o si ottenevano le carte per regolarizzare l'immobile già occupato. In pratica i funzionari accedevano nei registri interni dell'Ater e poi indicavano in taluni casi ai corruttori gli immobili da occupare. Sette i casi accertati dagli investigatori fra le zone di Montesacro, del Tufello e viale Marco Polo. Un sistema di corruzione nel quale erano protagonisti i corruttori, i corrotti ed i "faccendieri" che intermediavano fra la domanda e l'offerta degli immobili Ater, che riguardavano non solamente le case popolari ma anche i locali commerciali che si trovavano negli stessi immobili di proprietà dell'Ente. 

Operazione Anaconda 

L'attività di indagine, svolta a partire da maggio 2015, ha messo in luce l'esistenza di uno strutturato sistema corruttivo posto in essere da dipendenti dell'A.T.E.R. Roma del Comune, unitamente ad altri soggetti, alcuni con pregiudizi penali, finalizzato alla creazione di un canale parallelo ed  illegale per l 'assegnazione di alloggi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) di proprietà dell'ATER. Il tutto in violazione degli ordinari bandi di assegnazione e con la produzione di falsa documentazione volta a dare una parvenza di legittimità a quelle che, di fatto, sono state vere e proprie occupazioni abusive.

I nomi degli arrestati 

Cinquantadue gli indagati, sei le persone alle quali è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere: un romano di 52 anni, funzionario A.T.E.R.; un 41enne romano dipendente Ater, un uomo di 39 anni, sempre di Roma, all'epoca dei fatti dipendente ATER in pensione; un dipendente del Comune di Roma, romano di 59 anni. E due corruttori (entrambi romani) un 58enne ed una donna di 60 anni.

Le intercettazioni

Le indagini sono state svolte mediante intercettazioni ed altri elementi probatori: "Lui vuole i sordi subito, i sordi i deve dà e j'i deve dà subito", le parole di alcuni indagati intercettati nell'operazione Anaconda in relazione a del denaro da riscuotere, prezzi stabiliti per i nulla osta e "dritte" sulla case da occupare da fornire al miglior offerente: "C'avemo in mano 'a graduatoria, ce l'ho in mano io!", si vantava al telefono il dipendente del Comune arrestato. "Ecco - si legge in una intercettazione fra due dei sei arrestati - io sto a aspetta' quello che offre de più". Ed ancora: "Una casa dell'Ater la prende quando dico io. Dà i sordi che je dico io, se je sta bene, se nò non pija neanche 'a residenza". 

Denaro ed acquisti a prezzi di favore

Il blitz che ha portato agli arresti alle prime luci di lunedì 17 settembre ad opera degli agenti del III Gruppo Nomentano della Polizia Locale Roma Capitale unitamente a personale della Polizia di Stato del Commissariato Fidene. Al termine dell'attività investigativa, coordinata dalla Procura di Roma, l'Autorità Giudiziaria ha chiesto ed ottenuto dal Gip, Dottoressa Alessandra Boffi, l'emissione di 6 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Oltre al denaro le indagini hanno permesso di appurare come la corruzione avvenisse con la promessa dell'acquisto di auto a prezzi di favore, ristrutturazione di immobili di proprietà dei corrotti, ed in un caso l'acquisto del motore di una barca da 9 Kw. Oltre a questo è stata accertata la "promessa dell'esecuzione di lavori edili consistenti nella costruzione dello scheletro di due palazzine" in zona Portuense, "ad un prezzo inferiore a quello di mercato" pari alla sola "manodopera degli operai".  

Le accuse 

In tal senso la progressione delle attività tecniche predisposte sulle utenze in uso agli indagati evidenziava inequivocabilmente due figure, dipendenti  pubblici  dell'A.T.E.R  di Roma, dediti a compiere atti contrari al loro uffici o, i quali, previo compenso in denaro, producevano e protocollavano nulla osta  falsi su carta intestata A.T.E.R al fine di consentire l'allaccio delle utenze domestiche e l'ottenimento della residenza presso gli alloggi Ater occupati illecitamente.

I compensi per l'assegnazione degli alloggi popolari 

Il compenso per gli atti contrari ai doveri d'ufficio avevano un "prezzo" diverso: 1000 euro per gli indirizzi degli alloggi da occupare e fra i 1500 ed i 2000 euro per i nulla osta falsi dell'ATER .

Sospesi i dipendenti Ater coinvolti  

In merito alle indagini coordinate dalla Procura di Roma è poi arrivta la nota dell'Ater: "Vogliamo, anzitutto, fare un plauso alla Magistratura e alle Forze dell’ordine per il lavoro investigativo svolto - dichiarano in una nota congiunta il Commissario straordinario Pasquale Basilicata ed il Direttore generale Andrea Napoletano - ribadendo la massima collaborazione per l’accertamento di ogni responsabilità e per far piena luce sulla vicenda in ogni suo dettaglio. Nel marzo 2015, Ater aveva inviato alla Procura della Repubblica una circostanziata denuncia-querela di false autorizzazioni e nulla osta volti a ottenere certificati di residenza e occupare abusivamente alloggi dell’Azienda".

Arresti per corruzione nell'Ater 

"Riaffermiamo la ferma volontà di proseguire nell’azione di contrasto di ogni forma di illegalità e di opacità gestionale - concludono -. Saranno pertanto messe in atto tutte le misure necessarie al ripristino della legalità: è stato, intanto, già firmato il provvedimento di sospensione cautelativa immediata nei confronti dei due dipendenti coinvolti". 

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