Allergie a Roma: “Inquinamento il principale problema”

"Tra le più preoccupanti, quelle alle graminacee, ai cipressi e alla parietaria"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

"La situazione a Roma e nel Lazio è preoccupante - dichiara il Prof. Domenico Schiavino, Direttore dell'Istituto di Allergologia e Direttore della Scuola di Specializzazione di Allergologia del Policlinico Gemelli - Le allergie e i pazienti aumentano a causa dell'inquinamento ambientale. Le città con il maggior numero di pazienti allergici, infatti, sono proprio le metropoli e le zone industriali. Sebbene il Lazio non sia una regione a grande sviluppo industriale, lo smog della capitale è sufficiente per aumentare il livello medio di incidenza. Abbiamo rilevato che tantissime persone che nelle altre regioni italiane avevano soltanto modesti disturbi, una volta a Roma abbiano presentato disturbi via via maggiori. Questo perché lo smog veicola più profondamente le particelle polliniche per le vie respiratorie, provocando una maggiore sensibilizzazione e una maggiore facilitazione di disturbi respiratori e polmonari".

Se ne discute oggi a Roma, durante il 4° Congresso IFIACI e del 27° Congresso Nazionale della SIAAIC, Società Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica, sino a domani. "Il congresso di quest'anno costituisce un evento importante perché da pari dignità a tutte le componenti dell'allergologia e dell'immunologia clinica italiana e ristruttura la società ponendo nuove basi - dichiara il Prof. Giorgio W. Canonica, Neopresidente SIAAIC e Primario Clinica di Malattie Respiratorie nell'Università di Genova - Anche le aree tematiche di interesse in modo da dare eguale importanza anche a tutti gli argomenti che fanno parte della materia. La partecipazione prevista, si parla di oltre 500 specialisti da tutta Italia, sottolinea l'importanza specifica del programma".

Un'occasione importante che unisce tutti gli specialisti italiani e i più influenti esperti a livello internazionale per discutere degli argomenti più attuali riguardanti l'area delle patologie allergologiche e del sistema immunitario. Queste malattie sono in grandissimo aumento nella nostra popolazione: la percentuale di pazienti con allergie aumenta a livello esponenziale, sino a coinvolgere un italiano su cinque.

Le allergie che causano maggiori disturbi a Roma e nel Lazio sono quelle alle graminacee, una delle più diffuse, ai cipressi nel periodo pre-primaverile, ormai superato, e alla parietaria officinalis. "E' facile incontrare in giro per Roma, città di vecchie rovine e di muri antichi, cespugli di parietaria: questi sono estremamente offensivi, perché hanno pollini minuscoli che penetrano profondamente per le vie respiratorie, provocando in poco tempo sintomi asmatici. Preoccupanti anche le impollinazioni di graminacee, una delle allergie più diffuse nella regione Lazio, ma è in arrivo, nel periodo estivo, una nuova patologia, quella relativa all'ambrosia, uno dei maggiori responsabili di allergie respiratorie negli Stati Uniti, arrivato in Italia circa 15 anni fa in seguito all'intensificarsi dei viaggi aerei. Nelle province di Rieti, Frosinone e Latina, invece, in aumento le allergie all'ulivo. Ovviamente non mancano anche altre allergie, più comuni, come quelle alla betulla e al nocciolo: tutti gli allergeni respiratori sono sempre coinvolti.

Tra le proposte degli allergologi per la città di Roma, quella di puntare maggiormente a migliorare la qualità dell'aria, e quella di sostituire piante e alberi, più presenti da un punto di vista ornamentale, con altri arbusti meno allergizzanti, come stanno facendo in alcune città nel nord d'Europa.

Tra i temi che saranno trattati durante il congresso, largo spazio alle allergie alimentari, alla rinite allergica, all'asma bronchiale, alle allergie professionali e a quelle al lattice. "La rinite allergica colpisce un adulto su cinque, e un bambino su quattro - spiega il Prof. Massimo Triggiani, Presidente uscente SIAAIC e docente di Allergologia e immunologia clinica presso l'Università di Salerno - Ma il trend tende ad aumentare: entro il 2020 colpirà il 50% dei più piccoli. L'asma bronchiale colpisce intorno al 10% della popolazione, mentre le allergie alimentari colpiscono il 6% dei bambini ed il 4% degli adulti. Per quanto riguarda quelle ai farmaci, non esistono ancora dati definitivi, ma l'incidenza, anche questa in aumento, è stimabile intorno all'1% della popolazione per quanto riguarda le reazioni avverse a medicinali, soprattutto antibiotici e antiinfiammatori, ed a mezzi di contrasto usati in radiologia".

Per aiutare i pazienti a comprendere ed a riconoscere la malattia, sarà presentato durante l'appuntamento annuale un piccolo elenco salvavita, cinque consigli su cosa fare e cosa non fare, per non incappare in diagnosi errate, sempre più fatte tramite ricerca sul web, e per evitare un uso considerevole di farmaci che può provocare danni permanenti. "I sintomi sono spesso simili a quelli di un'ampia fascia di altre malattie - dichiara spiega il Prof. Massimo Triggiani - Fastidi gastrointestinali, ad esempio, come gonfiori o mal di pancia sono tipici non soltanto delle allergie alimentari, ma anche di intolleranze o condizioni: stando ai nostri dati i veri allergici sono il 20% della popolazione, ma più del 30% degli italiani ha sintomi che crede riconducibili a un'allergia".

Gli equivoci, secondo gli allergologi, si hanno anche con i sintomi respiratori: l'iperreattività bronchiale, ossia una forte sensibilità delle vie aeree che diventano molto reattive a particolari stimoli quali fumo, odori forti, agenti irritanti, può essere confusa con l'asma allergico. "In questi casi - continua il Prof. Massimo Triggiani - una persona su due consulta il web: nel 90% dei casi l'informazione via internet è scorretta, o in toto o parzialmente. E se la diagnosi è errata, il paziente che si rifugia subito in farmaci può incorrere a danni significativi, oltre ovviamente a non curare nulla. Anche quando la diagnosi è corretta, c'è bisogno di attenzione per capire non soltanto il sintomo, ma per individuarne le cause".

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