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FOTO ANSA/MASSIMO PERCOSSI

FOTO ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Alice la detenuta che ha ucciso la figlia nel nido di Rebibbia, in carcere per traffico di droga

Era in carcere per spaccio internazionale di stupefacenti. L'altro figlio di 2 anni, da compiere, è in prognosi riservata

Ha ucciso la figlia di 6 mesi e causato gravi ferite al primogenito di 1 anno e 7 mesi. È Alice Sebesta, 33enne georgiana nata in Germania, l'autrice dell'orrore avvenuto nella sezione nido del carcere di Rebibbia, intorno alle 12 del 18 settembre (qui la notizia completa). Le mamme che devono scontare una pena inferiori ai 4 anni vivono lì. Sveglia, colazione con i figli, poi i lavori in carcere e qualche breve uscita nell’area giochi. Proprio durante quel tragitto è avvenuta la tragedia di Roma.

Per la figlia di Alice, non c'è stato scampo. La vita si è fermata per sempre a 6 mesi. Il fratellino, 2 anni da compiere, è stato portato al Sandro Pertini poi è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Bambin Gesù di Roma. È in prognosi riservata. Ha riportato un fanno celebrale che i medici definiscono "severo". Sarà sottoposto a intervento chirurgico. Secondo una prima ricostruzione ha sbattuto il più grande contro i muro e poi ha spinto entrambi giù dalle scale per due piani.

Alice, bloccata e portata in isolamento, sarà ascoltata dagli inquirenti. Non è escluso che le venga eseguito un trattamento sanitario obbligatorio. Era stata arrestata a fine agosto, il 26, in flagranza di reato. L'accusa è quella di detenzione e traffico internazionale di droga. Trasportava 15 chili di stupefacente insieme al marito prima del blitz dei Carabinieri. I due erano diretti all'estero, forse in Germania.

Inserita con i figli nella sezione nido, come da prassi, Alice era stata sentita da una psicologa, in lingua inglese perché non parla l'italiano. Sui suoi, presunti, segni di squilibrio nei giorni passati dietro le sbarre farà chiarezza la relazione delle poliziotte di polizia penitenziaria di Rebibbia. 

L'appello: "Mai più bambini in carcere"

È la storia, anche di un paradosso di una legge, la numero 62 del 2011 che consente alle donne, con figli, condannate di poter scontare la propria pena in strutture differenti rispetto al carcere. Chi è in attesa di sentenza definitiva, come Alice appunto, resta in carcere con i figli di età inferiore ai 4 anni. Attualmente sono 52 le detenute madri con bimbi al seguito nelle carceri italiani, 27 sono straniere e 26 sono italiane: 62 sono i bambini in carcere di cui 16 nel Lazio.

Il pm Maria Monteleone ha aperto un fascicolo per omicidio e tentato omicidio mentre i Carabinieri di via in Selci, sul posto per i rilievi scientifici, hanno acquisito le immagini delle telecamere del carcere. Il ministro Alfonso Bonafede ha fatto sapere che aprirà una inchiesta interna per accertare i fatti.

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