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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Alemanno presenta il bilancio alla Corte dei Conti: "Abbiamo fatto un miracolo"

Il sindaco ha presentato la Relazione di fine mandato. Tra crisi e tagli il risultato è amaro per i cittadini

"Abbiamo fatto un miracolo". E' questo il commento del sindaco Gianni Alemanno in occasione della presentazione della "Relazione di fine mandato" di quasi cinque anni di bilancio capitolino. "Nonostante la crisi, i tagli dei trasferimenti da parte dello Stato e il patto di stabilità siamo riusciti a mantenere i servizi essenziali come sanità e trasporto per i quali i finanziamenti sono addirittura aumentati" ha spiegato il sindaco sintetizzando i contenuti della Relazione. "Non un atto politico ma un dovere amministrativo". La Relazione, prevista per legge per tutti i comuni italiani, è stata sottoposta anche alla Corte dei Conti.

In primo piano il contesto generale. Nella Relazione, illustrata dall'assessore al Bilancio Carmine Lamanda, si legge come tutta l'azione amministrativa del mandato di Alemanno è stata sottoposta a "fortissimi condizionamenti negativi" interni ed esterni: il deficit "ereditato dalla scorsa amministrazione" e la crisi economica. In relazione al deficit nella relazione si fissa a 12 miliardi e 238 milioni il debito accumulato dalle precedenti amministrazioni. Di questi "almeno 2 o 3 milioni sono stati ridotti grazie alla gestione commissariale" ha spiegato Alemanno annunciando cifre più precise a riguardo nei prossimi. Per la situazione di crisi generale invece basta un dato: tra il 2004 e il 2008 il Pil nazionale è aumentato del 3,6 per cento mentre tra il 2008 e il 2012 è diminuito del 6 per cento. "Le precedenti amministrazioni hanno vissuto periodi di vacche grasse" ha commentato il sindaco.

Il risultato di questa situazione restituisce un bilancio lacrime e sangue. Ammonta a ben 2 miliardi e 50 milioni la contrazione delle risorse disponibili. Di questi, 1 miliardo e 222 milioni sono i trasferimenti complessivi da parte dello Stato, 222 milioni dalla Regione che non ha mai erogato questi fondi per il trasporto pubblico locale e 600 sono stati indirizzati "per il contributo alla gestione commissariale". Per i cittadini tutto questo si è tradotto in un aumento del prelievo fiscale e in un sacrificio degli investimenti per le infrastrutture.

Secondo quanto scritto nella Relazione, se nel 2011 la manovra di bilancio ammontava a 388 milioni, nel 2012 ha sfiorato il miliardo: 945 milioni. "Questa è stata fronteggiata tramite aumenti delle entrate per 800 milioni di cui 656 relativi all'Imu e minori spese per 144 milioni di euro". Tra i "successi" decantati infatti dalla presentazione dell'assessore Lamanda ci sono la lotta all'evasione, dagli 83.050 milioni del 2007 si è passati ai 193.250 del 2012, e la gestione dei costi operativi, da 1.207 a 1.166 milioni. "Nessuna parentopoli, nessuna assuntopoli" ha affermato Alemanno.

Al termine della relazione il sindaco ha spiegato i cinque obiettivi che diventeranno oggetto della sua campagna elettorale: sboccare la liquidità, attenuare i tagli, allentare il patto di stabilità, alleggerire l'Imu "che ha bloccato l'edilizia" e la pressione fiscale. E infine la governance di Roma Capitale. "Solo a Roma è possibile questo ostruzionismo".

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