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Cronaca Trastevere / Via della Lungara

Carcere Regina Coeli, aggrediti due agenti nel giro di poche ore

Prima un detenuto ha graffiato con una lametta un agente, poi un secondo ne ha colpito un altro con la scopa. I sindacati: "Manca personale, troppi episodi"

Ennesima giornata di violenza nel carcere romano di Regina Coeli in via della Lungara. Secondo quanto denunciato da alcuni sindacati di polizia penitenziaria, due agenti sono stati aggrediti da altrettanti detenuti, nell'arco di poche ore, sabato 29 luglio. Due episodi distinti ma ravvicinati, come accaduto il 9 maggio scorso, mentre il 18 maggio un detenuto aveva mandato all'ospedale tre agenti. 

Doppia aggressione a Regina Coeli ai danni di due agenti

Come riferisce il segretario Uspp, Daniele Nicastrini, nella mattinata di sabato 29 luglio un uomo detenuto nella VII sezione del carcere di Regina Coeli, in via della Lungara, durante l'apertura delle celle propedeutica al momento del passeggio, concesso a chi è privato della libertà personale, ha afferrato un agente di polizia penitenziaria, lo ha tirato dentro la cella e usando una lametta da barba lo ha colpito, procurandogli solo qualche graffio superficiale grazie all'intervento di altri agenti, arrivati in soccorso del collega. Poche ore dopo, però, un secondo episodio si è verificato dopo quello appena descritto. Un detenuto ha prima colpito un agente con un manico di scopa, poi ha continuato sferrandogli diversi pugni. Il poliziotto è stato soccorso e costretto alle cure mediche da parte del personale sanitario interno alla casa circondariale. 

Uspp: "Ormai nel carcere romano i detenuti fanno come vogliono"

"Regina Coeli è stato già teatro più volte di altre aggressioni e situazioni di forte disagio ambientale e violenze - denuncia Nicastrini - sulle quali anche l’onorevole Andrea De Priamo ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia dopo la rissa domenicale del 30 giugno. Sulla questione delle carenze di organico, l’Uspp ha chiesto nell’ultimo incontro sulle assegnazioni del 181° corso, che si ponesse più attenzione su queste criticità che stanno mettendo in grosse difficoltà nel mantenimento dell'ordine e della sicurezza del carcere". Per il Presidente Uspp Giuseppe Moretti "nel carcere romano, dove il sovraffollamento dei detenuti supera il 170%  - precisa - dei si verifica dall'altra parte una carenza di personale che supera il 40% e di conseguenza i detenuti stanno facendo il bello e il cattivo tempo, con il nuovo comandante di reparto che si è insediato solo da pochi giorni”.

Fns Cisl: "Sovraffollamento grave"

"Attualmente negli istituti penitenziari della regione Lazio mancano 836 unità di personale di polizia penitenziaria - rincara la dose Massimo Costantino, segretario generale della Fns Cisl Lazio -. Il fenomeno delle aggressioni è sempre più dilagante, il rispetto delle regole, garantire la legalità, innesca in certi detenuti facinorosi il pretesto per aggredire gli agenti, perché purtroppo hanno la consapevolezza che lo Stato sta dimostrando tutta la sua debolezza permettendo che gli agenti siano le vittime sacrificali. Attualmente il sovraffollamento regionale risulta in aumento rispetto al mese precedente ed ora è di 885 detenuti considerato che 6.180 risultano essere i detenuti reclusi nei 14 Istituti del Lazio, rispetto ad una capienza regolamentare di detenuti prevista di 5.295. Dall’inizio di quest’anno il numero detenuti è cresciuto di 247 unità che corrisponde a un incremento del 24,2%. Bisogna sottolineare in particolare che tra maggio e giugno la popolazione detenuta in regione è cresciuta di 94 unità a fronte di un incremento medio mensile negli ultimi dodici mesi pari a 41".  La Cisl fa sapere che nel Lazio il tasso di affollamento sulla capienza regolamentare dichiarata dal ministero "è passato dal 116,5% al 118% nella nostra regione e dal 128% a 130%, se tale indicatore venisse calcolato in base al numero effettivo di posti disponibili".

DOSSIER - Troppi detenuti, troppi morti. Tutti i dati sulle carceri romane

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