Stacca a morsi il dito ad un vigile: "Io aggredito allo stesso modo, dalla stessa persona"

Intervista a Francesco Simeoni, agente e delegato sindacale Sulpl che nel novembre del 2012 venne ricoverato in ospedale dopo essere stato preso di mira dall'uomo che stamattina ha aggredito il collega Giuseppe Caracciolo: "Siamo tra l'incudine ed il martello"

Un astio particolare per il corpo dei vigili urbani. Una mancanza di rispetto culminata in una brutale aggressione con un agente della polizia locale di Roma Capitale che rischia di perdere un dito. Le violenze questa mattina quando il conducente di uno scooter, fermato per un semplice controllo, ha staccato a morsi la falange di Giuseppe Caracciolo, vigile urbano del Gruppo Pronto Intervento Traffico. A finire in manette un cittadino romano, giunto alla sua quarta aggressione sempre ai danni dei 'pizzardoni'.

VIGILE AGGREDITO A CARACALLA - Un atteggiamento violento che ricorda bene Francesco Simeoni, vigili urbano e dirigente delegato del sindacato Sulpl, oggi in servizio al Gruppo Spe (Sicurezza Pubblica Emergenziale) che il 30 novembre del 2012 ricevette lo stesso trattamento, seppur con conseguenze meno gravi, da parte dello stesso aggressore che stamattina ha mandato in ospedale il collega. "Siamo tra l'incudine ed il martello - spiega l'agente allora in servizio come Caracciolo al Gruppo Pronto Intervento Traffico -. A me toccò la stessa sorte durante un semplice posto di controllo posto in essere con altri colleghi in via Valle delle Camene, nelle vicinanze delle Terme di Caracalla".

QUARTA AGGRESSIONE - Un'aggressione che il 29enne romano ricorda bene: "Abbiamo fermato questo uomo sullo scooter e sin da subito abbiamo compreso che non sarebbe stata una cosa facile. Dopo averci apostrofato in maniera poco cordiale è sceso dallo scooter e mi ha aggredito saltandomi addosso e scaraventandomi in terra. Poi per fortuna sono intervenuti i colleghi e sono riusciti a fermarlo, e poi lo abbiamo arrestato".

ASTIO CON I VIGILI - Il giorno dopo l'aggressore venne condannato a sei mesi di carcere con obbligo di firma, 'giustificando' le violenze davanti al Giudice in maniera alquanto particolare: "A me i vigili non mi devono fermare", disse l'imputato. "Non sono dei poliziotti e non si devono permettere di chiedermi i documenti". Una giustificazione priva di senso che l'imputato aveva già espresso in precedenza, con altre due aggressioni sempre ai danni di altrettanti 'pizzardoni', sempre del Gruppo Git, 'colpevoli' di voler fare in pieno il loro lavoro, 'permettendosi' di fermarlo per un controllo.

NESSUNA INDENNITA' - Subita l'aggressione Francesco Simeoni, che è anche delegato del sindacato Sulpl, venne ricoverato in ospedale dove gli diedero un totale di sei giorni di prognosi. "Purtroppo - spiega ancora il 29enne al telefono - non mi vennero riconosciuti come causa di servizio ma come una semplice malattia. Faccio un lavoro di polizia che amo e che desideravo fare da sempre - prosegue Francesco Simeoni - ed accetto il rischio di quanto può accadere, dispiace che questo nostro spirito di gruppo non venga riconosciuto concretamente con indennizzi e tutele nei confronti del nostro operato".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

VICINO AL COLLEGA - Vigile dello Spe che conosce il collega aggredito stamattina: "Giuseppe Caracciolo è un agente da sempre attento alle esigenze del nostro gruppo e sono molto rammaricato che sia stato aggredito in questo modo brutale. Se penso che quanto accaduto a lui poteva succedere a me mi vengono i brividi. Purtroppo - conclude Simeoni - siamo combattuti tra quello che dovremmo fare e quello che abbiamo paura di fare per tutta una serie di motivi di tutela che non ci vengono riconosciuti. Se avessimo la certezza di essere tutelati nel nostro servizio sicuramente saremmo più motivati a farlo nel migliore dei modi. Oltre al danno infatti ci attende anche la beffa con nessuno che ci tutela legalmente, tranne i sindacati. Non mi stupirei se anche in questo caso, come nel mio, le spese processuali fossero a carico dell'aggredito al quale và la mia vicinanza e solidarietà".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus Roma, tamponi rapidi a 22 euro: l'elenco dei laboratori privati dove farlo

  • Drive in dove fare i tamponi a Roma: gli indirizzi. L'elenco completo

  • Paura a Gregorio VII, a fuoco un autobus: esplosioni e colonna di fumo nero sulla zona

  • Coronavirus, Lazio verso il coprifuoco e didattica a distanza parziale per le superiori. In arrivo un'ordinanza con i provvedimenti

  • Sciopero generale il 23 ottobre: a Roma metro e bus a rischio. Orari e fasce di garanzia

  • Coprifuoco a Roma e nel Lazio, ecco l'ordinanza: autocertificazione per spostamenti da mezzanotte alle 5

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RomaToday è in caricamento