Torrevecchia: tensione tra polizia e occupanti di Valle Fiorita. Le due versioni dei fatti

Stamattina la prima udienza del processo. Gli arrestati sono stati confermati a piede libero, a ciascuno dei quattro ragazzi è stato imposto l'obbligo di firma. Secondo la versione della Questura un poliziotto avrebbe rischiato di essere linciato

Piazzale Clodio: il Tribunale

Due versioni discordanti: da una parte la Questura che parla di un'aggressione nei confronti di un agente di polizia, dall'altro gli occupanti dell'ex clinica Valle Ri-Fiorita ex cinquantuno, che smentiscono le forze dell'ordine affermando "che non è avvenuto nessun tentativo di linciaggio né aggressioni nei confronti degli agenti". Queste le due diverse descrizioni di quanto accaduto poco dopo la mezzanote in via di Torrevecchia, quando alcuni militanti dell'occupazione sono stati sorpresi da una volante del commissariato di zona mentre attaccavano dei manifesti sui muri della strada.

VERSIONE DELLA QUESTURA - Secondo la versione diffusa dalla Questura di Roma una pattuglia della polizia, nel transitare sulla strada, ha notato tre persone che stavano facendo delle affissioni abusive, con gli agenti che si sono fermati per identificarle. "Appena accortisi della presenza dei poliziotti i tre si sono messi in fuga, immediatamente seguiti dai due agenti, uno a piedi e l’altro a bordo della volante. L’agente, sempre secondo quanto ricostruito dalla polizia, rimasto a piedi è stato improvvisamente accerchiato, dapprima da 5 persone, che gli hanno sbarrato la strada intimandogli di non proseguire l’inseguimento, e in particolare da un uomo che ha iniziato ad inveire contro di lui ingiuriandolo. Il poliziotto ha fermato quest’ultimo per identificarlo, ma a quel punto sono sopraggiunte una ventina di altre persone che hanno iniziato a spintonarlo per favorire anche la fuga dell’uomo fermato. Anche quest’ultimo aggressore è stato quindi fermato e accompagnato in Commissariato".

VERSIONE VALLE FIORITA OCCUPATA - Diversa la descrizione della situazione da parte dei ragazzi sopresi ad attacchinare che in una nota stampa spiegano: "Ieri alcuni ragazzi mentre stavano affiggendo manifesti per pubblicizzare un’iniziativa organizzata per il quartiere, sono stati intimiditi da una volante che poi, con l’aiuto di altre, li ha tratti in arresto. L’iniziativa si inserisce nelle attività che da quando nel Dicembre 2012 è stata occupata l’ex-clinica di Valle Fiorita animano il quartiere". Occupanti dell'ex cinquantuno che proseguono nella loro versione: "Valle Fiorita non è solo un’occupazione abitativa, ma un luogo liberato nel quartiere; dove sono stati costruiti laboratori, viene portato avanti un progetto di radio online e che nella giornata del 25 Aprile è stata aperta al territorio e vissuta tanto dagli occupanti quanto da chi abita la zona".

AGGRESSIONE - Versione che discorda totalmente con la nota della Questura di Roma che prosegue: "Soltanto il sopraggiungere dell’altro poliziotto e di alcuni passanti, che hanno assistito alla scena, ha scongiurato il peggio per l’agente, che nel frattempo era stato afferrato da tre persone, due delle quali lo tenevano fermo mentre la terza persona lo colpiva al torace. Visto l’arrivo dei “rinforzi” la maggior parte delle persone coinvolte nell’aggressione si è dileguata, ma 3 sono stati bloccati dagli agenti. Mentre uno dei fermati, precisamente quello che per primo aveva aggredito il poliziotto, stava salendo sulla volante uno degli altri “ribelli” si è avvicinato e, afferrato per un braccio l’agente di polizia, ha chiuso ripetutamente lo sportello dell’auto con l’intento di favorire la fuga dell’uomo".

NON AGGRESSIONE - Diversa la storia raccontata dagli occupanti: "Se da un lato queste attività incontrano il consenso e la partecipazione del quartiere, dall’altro si accompagnano ad una crescente attenzione da parte del Commissariato di zona, attenzione che si è manifestata con minacce ed intimidazioni sino ad arrivare agli arresti di ieri sera. Rifiutiamo le accuse che sono state mosse nei confronti dei ragazzi arrestati e di quanti li hanno appoggiati. Non è avvenuto nessun tentativo di linciaggio né aggressioni nei confronti degli agenti. Con queste descrizioni falsate si vuole omettere l’atteggiamento repressivo adottato nei confronti di chi quotidianamente lavora per costruire spazi liberati nei territori. Ed in quest’ottica l’affissione, come atto politico, viene repressa".

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FERMI E UDIENZA - Le 4 persone fermate, secondo la versione della polizia, sono state arrestate con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale in concorso tra loro. Fermi che hanno portato alla prima udienza del processo che si è tenuto stamattina nel Tribunale di piazzale Clodio: "Gli arresti sono stati confermati a piede libero, a ciascuno dei quattro ragazzi è stato imposto l’obbligo di firma ed a Luglio si svolgerà la seconda udienza. Chiediamo - conclude la nota degli occupanti - a quanti ricoprendo un ruolo istituzionale detengono una responsabilità sull’accaduto di ieri, di prendere parola contro questi atti di repressione, mostrando esplicitamente una discontinuità con la gestione usuale di queste situazioni, gestione contro la quale si sono più volte espressi in campagna elettorale".

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