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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca Eur / Viale dell'Umanesimo

Troppa attesa al pronto soccorso: insulta infermiera e picchia un medico

L'aggressione all'ospedale Sant'Eugenio. Episodio simile è avvenuto anche al San Giovanni

Una attesa al pronto soccorso troppo lunga. Questo quanto ha scatenato la rabbia di un paziente in attesa nei corridoi dell'ambulatorio dell'ospedale. Un paziente impaziente che, stufo di attendere il proprio turno ha dapprima insultato una infermiera, con cui ha poi avuto una accesa lite verbale. Poi, non contento, è passato alle vie di fatto picchiando un medico intervenuto a difesa dell'operatrice sanitaria. L'aggressione è avvenuta martedì mattina all'ospedale Sant'Eugenio all'Eur, dove i carabinieri hanno poi denunciato l'aggressore, un 41enne romano. La notizia, confermata dalle forze dell'ordine, resa nota dal sindacato Cisl Medici Lazio. Vittima un medico di 50 anni. 

L'aggressione si è verificata intorno alle 11:00 di martedì 21 giugno nei corridoi dell’ambulatorio di ortopedia dell’ospedale Sant’Eugenio in viale dell'Umanesimo. Qui un medico ortopedico, accorso ai richiami di un’infermiera insultata da un paziente in attesa della prestazione, è stato ripetutamente colpito al viso e al collo dal paziente. Una reazione rabbiosa e aggressiva avvenuta, a dire del 41enne violento, a causa di un eccessivo numero di utenti in attesa. 

Anche se, come dichiarato dal medico vittima delle percosse al sindacato, lo staff era in perfetto orario rispetto alla tabella di marcia degli appuntamenti. Dopo l’intervento dei carabinieri del nucleo radiomobile di Roma e il riscontro di sette giorni di prognosi, "rimane l’amarezza di una reazione immotivata e che rappresenta solo l’ultima, in ordine temporale, di una nutrita lista di aggressioni perpetuate ai danni di chi si trova in prima linea a mettere a disposizione la propria professionalità - denunciano dal sindacato Cisl Medici Lazio -. Non potendo intervenire concretamente nella prevenzione di tali forme di prepotenze immotivate, il medico del Sant’Eugenio suggerisce di snellire l’iter giuridico delle testimonianze di chi assiste a questi episodi, eliminando così un deterrente alla partecipazione civile".

"L’utenza ha perso il rispetto nella figura del medico e dei tempi che la professione richiede - ha dichiarato Lucilla Boschero, segretario generale Cisl Medici Lazio, commentando l’accaduto -. L’aggressione fisica è l’acme di una serie di aggressioni verbali che si verificano con frequenza preoccupante. Proporre alle aziende di registrare nei mancati infortuni tutti gli episodi di aggressione, anche verbale, potrebbe essere un passo importante nel percorso della prevenzione, poiché da questo si possono evincere i servizi più a rischio. Per una aggressione fisica che avviene, quante aggressioni verbali si verificano? Dunque, monitorare e programmare gli interventi da attuare".

"Prima di tutto occorre che ci siano indicazioni serie da parte della Regione e che le Asl facciano le opportune valutazioni del rischio da violenza dei terzi su tutti i reparti, in particolare su quelli dove è previsto il contatto con il pubblico, come i servizi di emergenza e urgenza e gli ambulatori, in modo che possano esse intraprese delle misure di prevenzione e protezione adeguate - ha continuato la dottoressa Boschero -. Quando si parla di misure di protezione ci si riferisce ad esempio alla barriere e alle telecamere che possono rappresentare dei validi elementi di deterrenza. Inoltre è necessario che chi si occupa della sicurezza, ovvero il personale della security (prevenzione degli atti criminosi), debba interfacciarsi con gli operatori della safety (sicurezza sul lavoro) al fine di ottimizzare la prevenzione in tutti i suoi aspetti.Essenziale risulta poi l’attuazione di corsi di formazione diretta agli operatori su come approcciare l’utente aggressivo".

Benedetto Magliozzi, segretario generale nazionale Cisl Medici, commentando l’accaduto, torna a chiedere strutture adeguate e dotate di strumenti e requisiti per dissuadere e arginare le violenze nei reparti: oltre a un posto di polizia fisso negli ospedali a tutela degli operatori, anche l’obbligo per il datore di lavoro di costituirsi parte civile dinnanzi a questi reati. Un altro strumento importante a cui segnalare questi episodi è l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, istituito da pochi mesi proprio per sensibilizzare i cittadini sul ruolo che svolgono i professionisti sanitari che ogni giorno si prendono cura della comunità.

Due aggressioni in 24 ore

Aggressione di ieri al Sant'Eugenio a cui ne ha fatto seguito una simile meno di 24 ore dopo, ovvero nella mattinata di oggi 22 giugno. Teatro dell'aggressione in questo caso l'ospedale San Giovanni Addolorata di Roma dove un paziente in attesa ha prima insultato una dottoressa solamente perchè donna, urlandole contro frasi offensive. Poi, quando un infermiere è intervenuto in difesa del medico, è passato alle vie di fatto colpendo entrambi con calci e pugni. A bloccarlo, le forze dell'ordine contattate dal personale sanitario dell'ospedale San Giovanni Addolorata. 

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