Ghetto: strappano cartello pro Sharon, poi vengono "pestati"

La video denuncia resa pubblica su ilfattoquotidiano.it: "Erano in quindici tutti armati di spranghe. Ci hanno minacciati di morte e poi picchiati"

La Sinagoga vista dal Tevere

Aggrediti con le spranghe da un gruppo di 15 persone per aver staccato un cartello pro Sharon al Ghetto Ebraico di Roma. Questa la video denuncia resa pubblica su ilfattoquotidiano.it in un articolo a firma Lorenzo Galeazzi e Tommaso Rodano. Quattro i ragazzi che sarebbero stati 'bastonati' dopo una serata passata in Centro ed aver staccato un manifesto con scritto "Sharon uno di noi" affisso il giorno della morte del leader israeliano. A quel punto, sempre secondo quanto riferito dai ragazzi, l'aggressione.

CIRCONDATI - I quattro, sempre secondo quanto riportato da ilfattoquotidiano.it, vengono prima minacciati e poi pestati: "Ci intimidiscono al grido di ‘da qui non uscite vivi’ e ‘vi spacchiamo la faccia‘ – continua uno degli aggrediti nel video –. In seguito ci intimano di inginocchiarci, ma subito dopo di andarcene. Quando tentiamo la fuga sono iniziate le mazzate”.  I ragazzi vengono colpiti e dopo essere riusciti a dileguarsi sporgono denuncia alla garitta dei carabinieri nei pressi della Sinagoga.

SOCCORSI IN OSPEDALE - I Militari li soccorrono e chiamano il 118 che li trasporta in ospedale con ematomi e contusioni. Ad avere la peggio il giovane che ha materialmente staccato il manifesto, refertato con alcuni punti di sutura in testa a causa dei colpi ricevuti da un corpo contundente.

"AZIONE COORDINATA" - Una vera e propri aggressione, secondo la testimonianza delle vittime che sempre nella video denuncia aggiungono: "Non avevano simboli politici, ma barbe folte e alcuni di loro indossavano la kippah”. “La cosa che più ci ha colpito, a parte la violenza, è il fatto che sembrava un’azione coordinata e premeditata, come se ci stessero aspettando. Il capobanda a un certo punto ha intimato ai suoi sgherri di andare a prendere altre spranghe nascoste in un’auto posteggiata lì vicino”.

RICCARDO PACIFICI - Interpellato Riccardo Pacifici, il presidente della Comunità Ebraica di Roma ha così risposto, sono “episodi tutti da verificare, sarà stata una rissa da sabato sera”. “Se qualcuno va a togliere una bandiera sotto Casa Pound, secondo lei cosa succede? - Ha poi domandato Pacifici ai giornalisti de Il Fatto -. La provocazione viene fatta passare indenne?”. Denunciato il fatto ai carabinieri, ai quali le vittime hanno sporto denuncia, Riccardo Pacifici ha poi aggiunto: “Questa è una comunità che in qualche maniera si deve tutelare. Conosciamo bene i gruppi neonazisti di Roma. Se vengono qui trovano qualcuno che li aspetta, fa parte del gioco”.

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